La Lettoscrittura Creativa come strumento neuropsicologico nell’intervento sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento: riflessioni teoriche e applicative
La Lettoscrittura Creativa come strumento neuropsicologico nell’intervento sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento: riflessioni teoriche e applicative a partire dal testo Lettoscrittura Creativa edito Erickson
L’intervento nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) richiede oggi modelli teorici e operativi capaci di superare una concezione esclusivamente riparativa della difficoltà scolastica. Le più recenti prospettive neuropsicologiche sottolineano infatti l’importanza di approcci integrati che considerino il funzionamento cognitivo del bambino nella sua complessità, includendo aspetti emotivi, motivazionali, relazionali e creativi.
In tale contesto, il testo Lettoscrittura Creativa, edito da Edizioni Centro Studi Erickson, rappresenta un contributo significativo nell’ambito degli interventi rivolti ai bambini con difficoltà di apprendimento e DSA. L’opera si colloca all’interno di una cornice metodologica che valorizza la creatività come mediatore cognitivo ed emotivo dei processi di apprendimento, proponendo attività personalizzate, narrative e ludiche finalizzate al potenziamento delle competenze di lettura e scrittura.
L’approccio proposto si differenzia dai tradizionali training meccanicistici centrati sulla ripetizione automatizzata degli esercizi, poiché considera la lettoscrittura non soltanto come abilità strumentale, ma come esperienza neurocognitiva complessa, strettamente connessa all’identità, alla motivazione e all’espressione personale del bambino.
DSA e apprendimento della lettoscrittura: oltre la dimensione strumentale
La dislessia evolutiva e gli altri DSA coinvolgono processi di decodifica, automatizzazione e integrazione linguistica che incidono significativamente sul percorso scolastico del bambino. Tuttavia, la ricerca contemporanea evidenzia come le difficoltà di lettura e scrittura non possano essere comprese esclusivamente in termini di errore tecnico o deficit prestazionale (Cornoldi, 2019).
L’esperienza ripetuta dell’insuccesso scolastico determina frequentemente:
riduzione della motivazione;
evitamento del compito;
ansia da prestazione;
abbassamento dell’autostima;
vissuti di inadeguatezza.
Per questo motivo, gli interventi abilitativi più efficaci risultano essere quelli in grado di integrare il potenziamento delle abilità scolastiche con il supporto ai processi emotivi e motivazionali.
Il testo Lettoscrittura Creativa si inserisce precisamente in questa prospettiva, proponendo attività che trasformano il compito di lettura e scrittura in un’esperienza coinvolgente, significativa e personalizzata.
La creatività come facilitatore neuropsicologico dell’apprendimento
Uno dei principali presupposti teorici del volume riguarda il ruolo della creatività nei processi di apprendimento.
Le neuroscienze cognitive mostrano come la creatività favorisca:
flessibilità cognitiva;
integrazione multimodale;
memoria associativa;
problem solving;
coinvolgimento attentivo;
motivazione intrinseca (Diamond, 2013).
Nel bambino con DSA, tali aspetti assumono particolare rilevanza. Numerosi studi suggeriscono infatti che molti soggetti dislessici presentino peculiari competenze nel pensiero divergente, nella narrazione immaginativa e nell’elaborazione visuo-intuitiva (Eide & Eide, 2011).
Le attività proposte nel testo Erickson utilizzano:
immaginazione narrativa;
costruzione di storie;
gioco linguistico;
associazioni creative;
manipolazione simbolica;
produzione fantastica.
Tali strategie permettono di ridurre il carico emotivo negativo associato all’errore scolastico e di incrementare il senso di competenza percepita.
Lettoscrittura creativa e plasticità neurocognitiva
L’approccio creativo alla lettoscrittura appare coerente con i principi della neuroplasticità. Le attività emotivamente coinvolgenti favoriscono infatti l’attivazione di reti attentive e motivazionali che facilitano l’apprendimento.
La ripetizione meccanica e decontestualizzata produce frequentemente nei bambini con DSA:
saturazione cognitiva;
affaticamento attentivo;
evitamento;
demotivazione.
Al contrario, l’utilizzo di attività narrative, ludiche e creative consente di mantenere elevato il livello di engagement cognitivo.
Nel testo Lettoscrittura Creativa, l’apprendimento viene mediato attraverso esperienze:
multisensoriali;
relazionali;
immaginative;
personalizzate.
Questa impostazione favorisce non soltanto il potenziamento delle abilità strumentali, ma anche lo sviluppo delle funzioni esecutive, in particolare:
memoria di lavoro;
pianificazione;
flessibilità cognitiva;
controllo attentivo.
Il valore del gioco nell’intervento abilitativo
Il volume attribuisce particolare importanza al gioco come dispositivo neuropsicologico di apprendimento.
Secondo le più recenti evidenze scientifiche, il gioco rappresenta un contesto privilegiato per:
l’apprendimento implicito;
la regolazione emotiva;
il potenziamento delle funzioni esecutive;
la motivazione intrinseca;
la costruzione dell’autoefficacia (Vygotskij, 1978).
Nel bambino con DSA, il gioco consente di ridurre la percezione di minaccia associata al compito scolastico, favorendo un approccio più spontaneo e partecipativo.
Le attività creative di lettoscrittura permettono al bambino di:
sperimentare successo;
esprimere il proprio mondo interno;
sviluppare autonomia;
costruire un rapporto meno ansiogeno con l’apprendimento.
Aspetti emotivi e identità cognitiva
Un elemento particolarmente rilevante del modello proposto riguarda l’attenzione agli aspetti emotivi legati alla lettura e alla scrittura.
Le difficoltà persistenti nei compiti scolastici possono portare il bambino a costruire un’identità centrata sul fallimento e sulla percezione di “non essere capace”. In questo senso, l’intervento creativo assume anche una funzione riparativa sul piano emotivo.
Attraverso attività narrative e personalizzate, il bambino può:
sperimentare competenza;
valorizzare le proprie idee;
utilizzare modalità espressive alternative;
sviluppare autostima cognitiva.
La creatività diventa quindi non soltanto uno strumento didattico, ma anche un mediatore identitario.
Personalizzazione e centralità del profilo individuale
Uno degli aspetti maggiormente innovativi dell’approccio proposto nel testo Erickson riguarda la personalizzazione dell’intervento.
Ogni bambino con DSA presenta infatti:
uno specifico profilo neuropsicologico;
differenti stili cognitivi;
peculiari punti di forza;
modalità individuali di elaborazione delle informazioni.
L’intervento creativo permette di adattare le attività agli interessi e alle caratteristiche del singolo bambino, favorendo:
partecipazione attiva;
motivazione;
continuità terapeutica;
consolidamento dell’apprendimento.
La centralità dell’individualizzazione risulta coerente con i modelli contemporanei di intervento neuropsicologico, orientati verso approcci strength-based e person-centered.
Il testo Lettoscrittura Creativa edito da Erickson rappresenta un modello di intervento coerente con le più recenti prospettive neuropsicologiche sui DSA.
L’opera propone una concezione della lettoscrittura non ridotta a semplice abilità tecnica, ma intesa come processo cognitivo, emotivo e creativo integrato.
Attraverso attività personalizzate, narrative e ludiche, il metodo:
favorisce il potenziamento delle abilità di lettura e scrittura;
sostiene le funzioni esecutive;
promuove motivazione e autostima;
valorizza il pensiero creativo del bambino;
riduce il carico emotivo negativo associato all’apprendimento.
In tale prospettiva, la creatività non rappresenta un elemento accessorio dell’intervento, ma costituisce un potente facilitatore neurocognitivo ed emotivo capace di sostenere lo sviluppo globale del bambino con DSA.
Dott.ssa Anna La Guzza
Bibliografia
Cornoldi, C. (2019). I Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Bologna: Il Mulino.
Damasio, A. (1994). Descartes’ Error. New York: Putnam.
Diamond, A. (2013). “Executive functions.” Annual Review of Psychology, 64, 135–168.
Eide, B., & Eide, F. (2011). The Dyslexic Advantage. New York: Hudson Street Press.
Vygotskij, L. S. (1978). Mind in Society. Cambridge, MA: Harvard University Press.
Wolf, M. (2007). Proust and the Squid: The Story and Science of the Reading Brain. New York: HarperCollins.