Le caratteristiche meno conosciute delle persone Gifted
Plusdotazione e gifted: quando avere un grande potenziale non significa avere una vita più facile
"È intelligentissimo, ma non si applica."
"Potrebbe fare molto di più."
"Capisce tutto al volo, però si distrae continuamente."
Molti genitori e insegnanti si trovano a pronunciare frasi come queste senza immaginare che dietro possa esserci una caratteristica spesso poco conosciuta: la plusdotazione cognitiva, conosciuta anche come **alto potenziale cognitivo** o, nel contesto internazionale, giftedness.
Nell'immaginario comune, una persona gifted è qualcuno che ottiene risultati eccellenti in ogni ambito, sempre motivato, brillante e sicuro di sé. La realtà, però, è molto più complessa.
Molti bambini, adolescenti e adulti con alto potenziale vivono esperienze che dall'esterno vengono interpretate come svogliatezza, disattenzione o eccessiva sensibilità. In alcuni casi finiscono persino per sentirsi "sbagliati" proprio perché il loro modo di pensare non coincide con le aspettative degli altri.
Che cos'è davvero la plusdotazione?
La plusdotazione non riguarda soltanto l'avere un'intelligenza superiore alla media. Coinvolge spesso un modo particolare di elaborare le informazioni, osservare la realtà e costruire connessioni tra idee apparentemente lontane.
Le persone ad alto potenziale cognitivo tendono a ragionare rapidamente, a porsi domande profonde e a mostrare una forte curiosità verso ciò che cattura il loro interesse.
Per questo motivo il termine inglese gifted non dovrebbe essere tradotto semplicemente come "molto intelligente". Essere gifted significa possedere un funzionamento cognitivo che può manifestarsi attraverso creatività, pensiero complesso, apprendimento rapido e una forte intensità emotiva.
Questo non significa necessariamente ottenere sempre ottimi risultati scolastici o professionali.
Al contrario, alcune persone con plusdotazione possono sperimentare difficoltà proprio perché il loro modo di apprendere e comprendere il mondo non trova sempre risposte adeguate nei contesti educativi o lavorativi tradizionali.
Perché la plusdotazione viene spesso riconosciuta tardi?
Uno degli errori più diffusi consiste nel pensare che una persona gifted debba necessariamente eccellere in tutto.
In realtà molti bambini ad alto potenziale possono annoiarsi facilmente, perdere motivazione o mostrare un rendimento scolastico altalenante.
Quando le attività risultano troppo semplici o ripetitive, il coinvolgimento diminuisce rapidamente. Questo può portare a comportamenti che vengono interpretati come scarso impegno, disorganizzazione o mancanza di interesse.
In alcuni casi la plusdotazione cognitiva rimane nascosta per anni proprio perché non corrisponde allo stereotipo del "genio" sempre brillante e performante.
Le caratteristiche meno conosciute delle persone gifted
Quando si parla di alto potenziale cognitivo si tende a concentrarsi esclusivamente sulle capacità intellettive. Esistono però aspetti meno evidenti che incidono profondamente sulla qualità della vita.
Molte persone gifted vivono le emozioni in modo intenso. Possono essere particolarmente sensibili alle ingiustizie, mostrare una forte empatia o riflettere a lungo su questioni che altri considerano marginali.
Anche il perfezionismo è frequente. Il desiderio di fare bene può trasformarsi nella paura di sbagliare, portando talvolta all'evitamento di attività nuove o impegnative.
Non è raro osservare inoltre una sensazione di diversità rispetto ai coetanei, con conseguenti difficoltà relazionali o sentimenti di isolamento.
Alto potenziale e benessere emotivo: un aspetto spesso sottovalutato
Avere un grande potenziale non protegge automaticamente da ansia, stress o difficoltà emotive.
Anzi, proprio l'intensità del pensiero e delle emozioni può rendere alcune persone gifted più vulnerabili a stati di sovraccarico mentale.
Per questo motivo è importante superare l'idea che la **plusdotazione** rappresenti esclusivamente un vantaggio.
Come ogni caratteristica individuale, comporta punti di forza e possibili criticità che meritano di essere comprese e accompagnate.
Come supportare una persona ad alto potenziale
Il primo passo consiste nell'ascoltare senza pregiudizi.
Dietro comportamenti apparentemente contraddittori possono nascondersi bisogni educativi, cognitivi ed emotivi specifici.
È fondamentale valorizzare il potenziale, offrire stimoli adeguati e creare ambienti in cui la persona possa esprimere le proprie capacità senza sentirsi giudicata o costretta a conformarsi continuamente alle aspettative esterne.
L'obiettivo non dovrebbe essere quello di ottenere prestazioni eccezionali, ma favorire uno sviluppo equilibrato e un buon livello di benessere psicologico.
Domande frequenti sulla plusdotazione e sul gifted
Come capire se un bambino è gifted?
Alcuni segnali possono includere apprendimento rapido, curiosità intensa, domande complesse, memoria sviluppata e interessi avanzati per l'età. Tuttavia la valutazione dovrebbe essere effettuata da professionisti qualificati attraverso strumenti specifici.
Alto potenziale e plusdotazione sono la stessa cosa?
Nella maggior parte dei contesti i termini vengono utilizzati come sinonimi. Entrambi descrivono una persona con capacità cognitive significativamente superiori alla media e caratteristiche di funzionamento peculiari.
Un bambino gifted va sempre bene a scuola?
No. Molti studenti ad alto potenziale possono mostrare disinteresse, noia o rendimento discontinuo, soprattutto quando non trovano stimoli adeguati.
La plusdotazione è un disturbo?
No. La plusdotazione non è una patologia né un disturbo. Si tratta di una caratteristica cognitiva che può richiedere comprensione e supporto specifici.
Gli adulti possono scoprire di essere gifted?
Sì. Alcune persone ricevono una valutazione soltanto in età adulta, spesso dopo anni di sensazione di diversità o dopo il riconoscimento della plusdotazione nei propri figli.
La plusdotazione, o alto potenziale cognitivo, non è semplicemente una questione di intelligenza elevata.
È un modo particolare di pensare, apprendere e vivere le esperienze.
Comprenderla significa andare oltre stereotipi e luoghi comuni, riconoscendo che dietro un grande **potenziale** possono esserci bisogni, fragilità e sfide che meritano attenzione tanto quanto le capacità.
Perché il vero obiettivo non è avere talento.
È riuscire a trasformare quel potenziale in benessere, crescita personale e qualità della vita.
Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa specializzata in Disturbi dell'apprendimento DSA, plusdotazione, disturbi emotivi in infanzia e adolescenza