Bambini twice exceptional: segnali di un DSA nascosto dalla plusdotazione
Un bambino può avere idee molto avanzate, un linguaggio ricco, interessi profondi o una notevole capacità di ragionamento e, nello stesso tempo, fare molta fatica a leggere, scrivere, organizzare il lavoro o svolgere calcoli. Quando competenze elevate e difficoltà specifiche convivono, una parte del profilo può rendere meno visibile l’altra.
In questi casi può accadere che il bambino ottenga risultati apparentemente adeguati, ma solo investendo un’enorme quantità di energia. Oppure che alterni prestazioni brillanti a momenti di blocco che adulti e insegnanti faticano a spiegare. Non è mancanza di volontà né una contraddizione: può essere un segnale da osservare con maggiore attenzione.
Questa pagina è dedicata a un aspetto preciso: come riconoscere le situazioni in cui un possibile DSA può restare nascosto dietro capacità elevate. Non sostituisce una valutazione professionale e non permette di formulare diagnosi, ma offre criteri utili per raccogliere osservazioni e decidere se approfondire.
Perché le difficoltà possono restare invisibili
Un bambino con alto potenziale può sviluppare strategie efficaci per compensare alcune fragilità. Può intuire il significato di un testo senza decodificare con fluidità ogni parola, ricordare una spiegazione ascoltata per compensare una scrittura faticosa oppure trovare scorciatoie logiche nei calcoli.
Queste risorse sono preziose, ma possono anche far apparire la difficoltà meno evidente. A volte il rendimento resta nella media e non richiama attenzione; altre volte la fatica emerge solo quando aumentano velocità, autonomia, quantità di studio o complessità delle richieste.
Il punto non è cercare un’etichetta a tutti i costi. È chiedersi se il risultato visibile racconti davvero quanto lavoro, stress e rinunce richiede al bambino.
Segnale 1: risultati nella media, ma sforzo molto alto
Un primo elemento da osservare è la distanza tra ciò che il bambino comprende e ciò che riesce a mostrare nella prestazione. Può sembrare che “vada abbastanza bene”, ma impiegare tempi molto più lunghi dei coetanei, arrivare esausto ai compiti o avere bisogno di un forte sostegno adulto per portare a termine attività che conosce.
Alcuni esempi possibili:
- - studia a lungo, ma nelle verifiche non riesce a esprimere ciò che sa;
- - espone bene a voce, mentre nella produzione scritta è molto più breve, lenta o disorganizzata;
- - comprende concetti complessi, ma commette errori ripetuti in lettura, ortografia o calcolo;
- - svolge compiti con buoni risultati solo se può usare strategie molto personali o se riceve aiuto nella pianificazione.
Guardare soltanto al voto può far perdere di vista il costo emotivo e cognitivo della prestazione.
Segnale 2: grandi differenze tra abilità vicine
Le prestazioni irregolari non indicano automaticamente un DSA, ma possono meritare attenzione quando sono persistenti e molto marcate. Un bambino può formulare ragionamenti sofisticati e, al contempo, faticare a scrivere una frase; leggere molti contenuti di interesse ma evitare i testi scolastici; risolvere problemi complessi a mente ma bloccarsi nell’automatizzazione di operazioni di base.
È utile chiedersi:
- - Quali attività affronta con facilità e quali evita?
- - In quali situazioni la qualità del risultato cala improvvisamente?
- - La differenza emerge soprattutto quando deve essere veloce, ordinato o autonomo?
- - Il bambino riesce a spiegare verbalmente molto più di quanto riesca a scrivere?
Queste domande non servono a confrontare il bambino con un modello ideale, ma a individuare discrepanze significative nel suo modo di apprendere.
Segnale 3: strategie di compensazione molto sofisticate
Alcuni bambini mascherano la fatica attraverso strategie intelligenti, che però richiedono un grande dispendio di energie. Per esempio possono memorizzare interi brani per evitare una lettura lenta, usare il contesto per indovinare parole non decodificate con sicurezza, evitare di prendere appunti o affidarsi a spiegazioni orali e immagini.
Questi comportamenti non sono “scorrettezze” né semplici scorciatoie. Possono essere tentativi efficaci di adattamento. Diventa utile approfondire se il bambino non riesce a lavorare senza tali strategie, se la fatica aumenta con il passare degli anni o se la compensazione riduce il tempo disponibile per comprendere e approfondire.
Segnale 4: frustrazione sproporzionata rispetto al compito
Un bambino con capacità elevate può essere consapevole della distanza tra ciò che pensa e ciò che riesce a produrre. Questa esperienza può generare rabbia, perfezionismo, evitamento o frasi come “so farlo, ma non mi viene”, “non riesco a scriverlo come lo penso” o “sono stupido”, nonostante evidenti punti di forza.
La frustrazione merita ascolto soprattutto quando compare in modo ricorrente davanti a richieste specifiche: leggere ad alta voce, copiare dalla lavagna, scrivere sotto dettatura, ricordare sequenze, gestire le tabelline o organizzare un testo.
Non è utile liquidarla con “devi impegnarti di più”. È più efficace provare a capire che cosa rende proprio quel compito così oneroso.
Segnale 5: rendimento molto discontinuo
A volte il bambino alterna compiti eccellenti a risultati molto bassi. La discontinuità può essere interpretata come distrazione, scarsa costanza o poco impegno. In alcuni casi, invece, dipende dal fatto che determinate richieste valorizzano i suoi punti di forza, mentre altre rendono più evidente una fragilità.
Può essere utile annotare quando emergono le difficoltà:
- - nei compiti scritti rispetto alle interrogazioni;
- - nelle verifiche a tempo rispetto alle attività senza limite di tempo;
- - nelle materie che richiedono molta lettura o copiatura;
- - quando serve pianificare più passaggi in autonomia;
- - nei periodi di maggiore stanchezza o carico scolastico.
Raccogliere esempi concreti è più utile che affidarsi a impressioni generiche.
Cosa possono fare genitori e insegnanti
Il primo passo è costruire un’osservazione condivisa, rispettosa e priva di giudizi. Famiglia e scuola possono confrontarsi non solo sui risultati, ma anche su tempi, strategie, livello di affaticamento e reazioni emotive del bambino.
Può aiutare:
- - descrivere situazioni specifiche invece di usare etichette come “pigro” o “disattento”;
- - valorizzare le strategie che il bambino già utilizza;
- - ridurre le richieste non essenziali quando ostacolano la dimostrazione delle competenze;
- - offrire canali diversi per esprimere ciò che sa, quando opportuno;
- - evitare che un punto di forza diventi un motivo per negare una difficoltà;
- - proporre un confronto professionale se i segnali persistono e incidono su apprendimento o benessere.
Un approccio attento non abbassa le aspettative. Le rende più realistiche, accessibili e rispettose del funzionamento individuale.
Quando può essere utile approfondire
Un approfondimento può essere indicato quando difficoltà specifiche persistono nel tempo, richiedono un dispendio di energie molto elevato o incidono su autostima, motivazione e serenità scolastica. È utile anche quando il bambino mostra potenzialità importanti ma il rendimento non le rappresenta in modo coerente.
La valutazione non serve a confermare un sospetto nato da una singola difficoltà. Serve a comprendere il profilo nel suo insieme: risorse, fragilità, strategie di compensazione e bisogni concreti. Per i profili complessi è importante rivolgersi a professionisti con esperienza sia nelle difficoltà di apprendimento sia nell’alto potenziale.
FAQ – Domande frequenti sui bambini twice exceptional
Cosa significa twice exceptional (2e)?
Perché è difficile da riconoscere?
Quando è utile richiedere una valutazione?
Un bambino brillante può avere un DSA?
Sì. Capacità cognitive elevate e DSA possono coesistere. Le competenze del bambino possono compensare alcune difficoltà, rendendole meno immediatamente visibili, ma non le eliminano.
Un buon rendimento scolastico esclude una difficoltà di apprendimento?
No. Il risultato finale non mostra sempre il tempo, lo sforzo e le strategie necessari per ottenerlo. È importante osservare anche la qualità dell’esperienza scolastica e il livello di affaticamento.
Le prestazioni altalenanti indicano sempre un profilo twice exceptional?
No. La discontinuità può dipendere da molte ragioni, tra cui metodo di studio, emotività, contesto, attenzione o stanchezza. Diventa un elemento utile da approfondire quando è stabile, marcata e associata ad altri segnali.
Devo aspettare che le difficoltà peggiorino?
Non è necessario aspettare. Se l’apprendimento richiede uno sforzo sproporzionato o sta influendo sul benessere del bambino, un confronto può aiutare a comprendere la situazione e a individuare interventi adeguati.
Riconoscere un profilo twice exceptional permette di evitare fraintendimenti e di costruire un percorso davvero personalizzato, capace di sostenere sia i punti di forza sia le aree di fatica.
Per una guida più ampia su plusdotazione, DSA e doppia eccezionalità, leggi:
https://www.psicologaperbambini.it/l/doppia-eccezionalita-plusdotazione-e-dsa-insieme/
Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa dell'età evolutiva Sedi Milano, Torino, Genova e online
Iscritta all'Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/14975
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20 anni di esperienza
Fondatrice del Metodo Amamente®
Pubblicazioni Erickson in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano
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Aggiornato a: 07 settembre 2026
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