Difficoltà con i Numeri Tutto quello che devi sapere sulla Discalculia

25.03.2026

Le difficoltà con i numeri nei bambini possono riguardare il conteggio, la comprensione delle quantità, il calcolo, le tabelline e la soluzione dei problemi. Nella scuola primaria è normale che alcune abilità richiedano tempo per consolidarsi. Quando però la fatica è molto intensa, persistente e limita il lavoro scolastico o la vita quotidiana nonostante esercizio e supporto adeguati, può essere utile approfondire con la scuola e con un professionista.

La discalculia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) che interessa in modo specifico le abilità numeriche e di calcolo. Non si può però riconoscere da un singolo errore, dall'uso delle dita o dalla semplice antipatia per la matematica: serve una valutazione appropriata del profilo del bambino.

In breve: osservare con calma difficoltà persistenti nel numero e nel calcolo può aiutare a capire quali supporti siano più utili. Una diagnosi non si basa su una lista letta online, ma su un percorso di valutazione.

Indice

  1. Quali difficoltà con i numeri si possono osservare
  2. Difficoltà transitorie o segnali da approfondire?
  3. Che cos'è la discalculia
  4. Quando è utile chiedere una valutazione
  5. Cosa fare a casa e a scuola
  6. Domande frequenti

1. Quali difficoltà con i numeri si possono osservare

Le abilità matematiche non coincidono soltanto con il fare operazioni. Comprendono la capacità di capire le quantità, ordinare i numeri, stimare, ricordare procedure e usare il ragionamento per risolvere un problema.Alcuni bambini possono mostrare difficoltà in una o più di queste aree:

  1. Quantità e senso del numero
    • faticano a confrontare rapidamente quale insieme è maggiore o minore;
    • confondono il significato dei numeri o il valore delle cifre;
    • hanno difficoltà a stimare quantità, distanze, tempi o risultati plausibili.
  2. Conteggio e sequenze
    • perdono il punto mentre contano;
    • faticano a contare avanti o indietro;
    • confondono l'ordine dei numeri o saltano elementi della sequenza.
  3. Calcolo e procedure
    • hanno difficoltà a recuperare addizioni, sottrazioni o tabelline;
    • possono usare a lungo strategie poco efficienti anche per calcoli semplici;
    • perdono i passaggi di un'operazione o confondono i segni matematici.
  4. Problemi e linguaggio matematico
    • comprendono con difficoltà che cosa viene chiesto;
    • non riescono a scegliere l'operazione adatta;
    • possono conoscere una procedura ma non riuscire ad applicarla in un esercizio nuovo.
  5. Situazioni quotidiane
    • fanno fatica a leggere l'orologio analogico, stimare la durata di un'attività o gestire piccole somme;
    • possono sentirsi in difficoltà quando devono usare misure, denaro, date o numeri di telefono.

Questi esempi non sono una diagnosi. Sono spunti di osservazione da leggere sempre in relazione all'età, al percorso scolastico, alle occasioni di apprendimento ricevute e al funzionamento complessivo del bambino.

2. Difficoltà transitorie o segnali da approfondire?

All'inizio della scuola primaria molti bambini usano le dita, impiegano più tempo degli adulti o commettono errori nelle operazioni. L'apprendimento matematico procede per tappe e non tutti consolidano le competenze allo stesso ritmo.Può essere utile chiedere un confronto quando le difficoltà:

  1. persistono nel tempo, invece di ridursi gradualmente;
  2. sono marcate rispetto alle richieste della classe e all'età scolare;
  3. compaiono in più situazioni, non solo durante una verifica particolarmente stressante;
  4. interferiscono con l'autonomia, i compiti, il rendimento o il benessere emotivo;
  5. restano presenti nonostante un aiuto mirato, chiaro e continuativo.

L'obiettivo non è etichettare presto un bambino, ma comprendere che cosa rende difficile un compito e quali condizioni possono sostenerlo meglio.

3. Che cos'è la discalculia

La discalculia è uno dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento riconosciuti dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Riguarda difficoltà specifiche nell'elaborazione dei numeri e/o nel calcolo che non dipendono semplicemente da scarso impegno, poca motivazione o intelligenza.Una valutazione considera il funzionamento del bambino nel suo insieme: storia di sviluppo e scolastica, osservazione clinica e prove standardizzate sulle abilità numeriche e di calcolo. Può anche essere necessario distinguere una difficoltà specifica da altri fattori che incidono sull'apprendimento, come ansia, attenzione, assenze scolastiche o un insegnamento ancora da consolidare.In Italia, per la discalculia la diagnosi viene generalmente formulata al termine della classe terza della scuola primaria, quando le abilità di calcolo sono sufficientemente stabilizzate. 

Questo non significa aspettare senza fare nulla: difficoltà importanti possono essere osservate e sostenute anche prima.Per approfondire il percorso, leggi Come funziona la valutazione neuropsicologica per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) 

4. Quando è utile chiedere una valutazione

Un primo passo può essere raccogliere esempi concreti: quali attività sono più faticose? Da quanto tempo? Quali strategie sono già state provate? In quali situazioni il bambino riesce meglio?Un percorso ragionato può includere:

  1. Confrontarsi con gli insegnanti, per integrare ciò che emerge a casa e a scuola.
  2. Osservare i progressi nel tempo, senza basarsi su un singolo episodio.
  3. Richiedere un parere professionale quando la difficoltà è persistente, significativa o fonte di sofferenza.
  4. Definire supporti proporzionati al profilo individuale, anche mentre si chiarisce la situazione.

Per una guida focalizzata su segnali, valutazione e possibili percorsi di potenziamento, consulta Discalculia nei bambini: segnali, diagnosi e potenziamento 

5. Cosa fare a casa e a scuola

Il supporto più utile non consiste nel far ripetere a lungo lo stesso esercizio. È più efficace capire quale passaggio crea ostacolo e proporre attività graduali, comprensibili e sostenibili.A casa può aiutare:

  • lavorare su un obiettivo alla volta;
  • usare esempi concreti e materiali visivi quando sono utili;
  • chiedere al bambino di spiegare il ragionamento, senza correggere ogni passaggio con fretta;
  • alternare esercizio e pause;
  • valorizzare impegno, strategie e piccoli progressi, evitando confronti con fratelli o compagni.

A scuola, le strategie possono riguardare la chiarezza delle consegne, la scomposizione dei compiti, tempi adeguati e strumenti scelti in base ai bisogni reali. In presenza di diagnosi, il Piano Didattico Personalizzato può tradurre il profilo dello studente in modalità didattiche, strumenti e verifiche personalizzati. 

Approfondisci nella Guida al PDP: strumenti e strategie per i DSA 

6. Domande frequenti

Usare le dita per fare i conti significa avere la discalculia?

No. Nelle prime fasi dell'apprendimento usare le dita può essere una strategia normale. È utile approfondire se la difficoltà resta molto marcata nel tempo e si accompagna ad altri ostacoli nel numero e nel calcolo.

Le difficoltà in matematica indicano sempre un DSA?

No. Le difficoltà matematiche possono avere cause diverse. Una valutazione serve a comprendere il profilo individuale e a non trarre conclusioni affrettate.

Una valutazione serve solo per ottenere strumenti compensativi?

No. Può aiutare a capire punti di forza, aree di fatica e strategie più adatte per l'apprendimento. Gli eventuali strumenti vengono scelti in modo personalizzato, non applicati automaticamente.

Come posso parlare di queste difficoltà senza aumentare l'ansia?

È utile descrivere ciò che accade senza giudizi: "Vediamo quale passaggio è più difficile" è spesso più costruttivo di "Non sei portato per la matematica". Il bambino ha bisogno di sentirsi accompagnato, non definito dalla sua fatica.

Nota informativa

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione psicologica, neuropsicologica o sanitaria. Se le difficoltà con numeri e calcolo sono persistenti o incidono sul benessere del bambino, può essere utile confrontarsi con la scuola e con un professionista qualificato.

Fonti essenziali

  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.
  • Decreto Ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669 e Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA.

Aggiornato a: 10 settembre 2026Dott.ssa Anna La Guzza 

Psicologa dell'età evolutiva Milano, Torino, Genova e online 

Iscritta all'Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/14975 20 anni di esperienza · 

Fondatrice del Metodo Amamente® Pubblicazioni Erickson in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano Profilo LinkedIn della 

Dott.ssa Anna La Guzza https://it.linkedin.com/in/anna-la-guzza-71393935

Prenota un primo colloquio gratuito annalaguzza@amamente.it

Share