Indennità di frequenza DSA: come fare domanda passo passo

18.07.2026

La domanda per l'indennità di frequenza si presenta online tramite il sito INPS, allegando il certificato medico introduttivo redatto dal neuropsichiatra o dallo specialista che ha in cura il bambino. Dopo l'invio, l'INPS fissa una visita presso la commissione medico-legale che verifica la persistenza delle difficoltà. I tempi, tra domanda e primo pagamento, sono in genere di alcuni mesi.

Molte famiglie che seguo nel percorso del Metodo Amamente arrivano da me già consapevoli che il figlio potrebbe avere diritto all'indennità, ma si bloccano proprio sulla parte pratica: che documenti servono, a chi rivolgersi, cosa aspettarsi dalla visita. Vediamo la procedura nel dettaglio.


Il primo passo: il certificato medico introduttivo


Prima di poter presentare la domanda, serve un certificato medico introduttivo, compilato online da un medico abilitato (in genere il neuropsichiatra infantile o lo specialista che ha seguito la diagnosi). Questo certificato genera un numero identificativo che andrà riportato nella domanda amministrativa.


È importante che il certificato descriva in modo chiaro come il DSA comporti difficoltà persistenti nello svolgimento delle attività proprie dell'età del bambino, perché è proprio su questo aspetto che la commissione baserà la valutazione.


Il secondo passo: la domanda amministrativa all'INPS

La domanda vera e propria si presenta tramite:


  • - il sito INPS, con SPID, CIE o CNS del genitore o tutore;
  • - un patronato, che può gestire l'intera pratica per conto della famiglia;
  • - il Contact Center INPS, per chi preferisce assistenza telefonica.


Nella domanda vanno indicati i dati del bambino, il numero del certificato medico introduttivo e l'IBAN su cui verrà eventualmente accreditato il beneficio.


Il terzo passo: la visita di accertamento


Dopo l'invio, l'INPS convoca il bambino per una visita presso la commissione medico-legale territorialmente competente. In alcuni casi la commissione può accogliere la domanda anche solo sulla base della documentazione agli atti, senza convocazione diretta, ma è una valutazione caso per caso.


Un consiglio pratico che do spesso alle famiglie: portare alla visita non solo la diagnosi, ma anche eventuali relazioni scolastiche (PDP, osservazioni degli insegnanti) che documentino l'impatto concreto delle difficoltà nella vita quotidiana e scolastica del bambino, non solo sul piano clinico.


Tempi e decorrenza del beneficio


Se la domanda viene accolta, l'indennità decorre generalmente dal mese successivo alla presentazione della domanda stessa (non dalla diagnosi). Per questo motivo consiglio sempre di non rimandare l'invio della domanda una volta ottenuta la diagnosi, anche se il percorso scolastico è ancora all'inizio.


Il rinnovo: cosa cambia rispetto alla prima domanda


L'indennità di frequenza non è definitiva: viene generalmente rivista a scadenze periodiche stabilite dalla commissione. Alla scadenza, la famiglia dovrà presentare una nuova documentazione aggiornata che confermi la persistenza delle difficoltà, ripetendo in parte l'iter iniziale.


Domande frequenti


1. Serve un avvocato o un patronato per fare domanda?

No, non è obbligatorio. La domanda si può presentare autonomamente online, ma molte famiglie preferiscono appoggiarsi a un patronato per la gestione pratica dei documenti.


2. Quanto tempo passa tra la domanda e il primo pagamento?

I tempi variano da territorio a territorio, ma in genere trascorrono alcuni mesi tra l'invio della domanda e l'erogazione del primo pagamento.


3. Cosa succede se la domanda viene respinta?

È possibile presentare ricorso, generalmente entro un termine stabilito dalla comunicazione di rigetto. In questi casi è utile integrare la documentazione clinica con elementi più specifici sull'impatto funzionale del disturbo.


4. L'indennità di frequenza è compatibile con altri sussidi?

Dipende dal tipo di sussidio. È una valutazione da fare caso per caso con un patronato o un consulente esperto in materia.


5. Bisogna rifare tutta la domanda ad ogni rinnovo?

Sì, alla scadenza va aggiornata la documentazione clinica e ripresentata la richiesta, anche se in genere la procedura è più snella rispetto alla prima domanda.


Dott.ssa Anna La Guzza —

 Psicologa clinica e dell'età evolutiva, fondatrice del Metodo Amamente®

Share