Intelligenza emotiva nei bambini: 8 giochi e attività da fare a casa

05.10.2026


Aggiornato al 5 ottobre 2026

In breve: l'intelligenza emotiva si allena giocando, con pochi minuti al giorno e senza materiali costosi. Le attività più utili sono di due tipi: quelle "riflessive", da fare quando il bambino è tranquillo (carte delle emozioni, giochi di ruolo, diario illustrato, libri), e quelle "di calma", da proporre quando è agitato (barattolo della calma, respiro del palloncino, termometro delle emozioni). Una revisione di 33 studi sul gioco nei bambini di 3-7 anni indica che il gioco, in particolare quello simbolico, può aiutare la regolazione emotiva e la competenza sociale. Non sostituisce una valutazione psicologica quando le difficoltà sono intense o persistenti.

"Come faccio a insegnargli a gestire la rabbia?" È la domanda che sento più spesso. Un bambino piccolo non impara cos'è la rabbia ascoltando una definizione: la impara vivendola, nominandola e ritrovandola nei giochi. In questa guida trovo per te 8 attività semplici, con età consigliata, come si fanno, una frase d'esempio e come adattarle. Per la parte teorica, cioè come si sviluppano le emozioni e quali sono, trovi i rimandi alle altre guide.

Indice

  1. Perché il gioco funziona
  2. Le 8 attività, una per una
  3. Come scegliere l'attività giusta
  4. Come farle funzionare: routine e personalizzazione
  5. Gli errori da evitare
  6. Quando il gioco non basta
  7. Domande frequenti
  8. Fonti

1. Perché il gioco funziona

Nel gioco il bambino può provare emozioni forti in un contesto sicuro: può fare il lupo cattivo e poi quello che consola, può arrabbiarsi con un pupazzo senza conseguenze, può ripetere una scena finché non la sente sua. Una revisione sistematica di 33 studi sul gioco al di fuori dei contesti terapeutici nei bambini di 3-7 anni (Veraksa e colleghi, 2025) ha trovato che il gioco, soprattutto quello simbolico (il "far finta"), si associa a una minore ansia e a meno problemi di comportamento e a una migliore regolazione emotiva e competenza sociale. Gli autori segnalano però dei limiti: molti studi sono in contesti medici, non c'erano verifiche a distanza di tempo e la qualità degli studi non è stata valutata. Va letto come un'indicazione promettente, non come una garanzia.

Anche i programmi scolastici di educazione socio-emotiva vanno nella stessa direzione: una meta-analisi su 213 programmi e oltre 270.000 studenti ha trovato miglioramenti nelle competenze sociali ed emotive e nel comportamento (Durlak e colleghi, 2011).

2. Le 8 attività, una per una

1. Le carte delle emozioni

Età: dai 3 anni, con più sfumature fino a 7-8 anni. Materiali: carte con volti che mostrano felicità, tristezza, rabbia, sorpresa, paura, disgusto (si comprano o si disegnano). Come si fa: mostri una carta e chiedi "Come pensi che si senta questa persona?" e "Ti è mai capitato di sentirti così?". Con i più grandi si possono scegliere due carte e raccontare quando le si è provate nella giornata.

Variante: un rituale serale in cui ognuno in famiglia sceglie la carta che racconta la sua giornata.

2. Giochi di ruolo per l'empatia

Età: 4-8 anni. Come si fa: inventate una situazione, per esempio un litigio tra amici, un compagno escluso o un pupazzo che piange perché ha perso un gioco. Il bambino interpreta uno dei personaggi, e tu fai domande: "Come si sente l'orsetto? Cosa gli serve?" Poi scambiate i ruoli. Chi gioca il ruolo dell'altro prova a guardare la situazione da un altro punto di vista.

Frase d'esempio: "L'orsetto è triste perché il suo amico non ha voluto giocare. Che cosa potrebbe fare il coniglio?"

3. Il barattolo della calma

Età: dai 3 anni. Materiali: un barattolo trasparente chiuso bene, acqua, colla glitter, brillantini. Come si fa: quando il bambino è agitato, scuotete il barattolo e guardate insieme il glitter che scende piano. Intanto fate respiri lenti. È uno strumento di calma, da proporre quando il bambino ha ancora la possibilità di ascoltare, non nel pieno di una crisi di rabbia. Non è una punizione e non si usa per "mandare via" un bambino.

4. Il diario illustrato delle emozioni

Età: dai 5 anni. Come si fa: ogni sera il bambino disegna o usa adesivi per raccontare il momento più bello, quello più difficile e l'emozione della giornata. Con i più piccoli lo fai tu in modo semplice, con tre domande. In classe si può proporre come rito di inizio o fine giornata.

5. Il termometro delle emozioni

Età: dai 4 anni. Come si fa: disegna un termometro con una scala da 1 a 5 o con colori, dal verde (calmo) al rosso (molto arrabbiato). Il bambino indica dove si trova: "Adesso sono a 4". Serve a distinguere l'intensità dell'emozione e a scegliere una strategia diversa a seconda del livello.

6. Il gioco della mimica

Età: 3-7 anni. Come si fa: un giocatore mima un'emozione con il viso e il corpo, gli altri indovinano. Poi si prova a mimare la stessa emozione "grande" e "piccola". Serve a notare i segnali del corpo: pugni stretti, spalle alte, respiro corto.

7. I libri illustrati sulle emozioni

Età: dai 2-3 anni. Come si fa: leggete una storia in cui un personaggio prova un'emozione forte. Fermati e chiedi: "Cosa prova secondo te?" "Cosa potrebbe fare?" Il libro permette di parlare di emozioni "prestate", più facili da raccontare di quelle proprie.

8. Il respiro del palloncino

Età: dai 3 anni. Come si fa: appoggia le mani sulla pancia, inspira dal naso e gonfia il "palloncino", espira piano dalla bocca. Tre volte. Si impara meglio fuori dai momenti di rabbia, in modo da usarlo poi quando serve. Puoi farlo insieme al bambino, per dare l'esempio.

Se vuoi sapere quali parole usare mentre fai queste attività, c'è una guida dedicata:

Come parlare ai bambini delle emozioni

3. Come scegliere l'attività giusta

  1. Se il bambino è agitato o sta per esserlo: barattolo della calma, respiro del palloncino, termometro.
  2. Se è tranquillo: carte, giochi di ruolo, diario, libri, mimica.
  3. Se ha meno di 3 anni: libri, mimica semplice, rituali di canzoni e abbracci. Le attività più riflessive arrivano dopo.
  4. Se è un bambino timido: parti dai libri e dai pupazzi, che permettono di parlare di emozioni senza parlare di sé.
  5. Se ha bisogno di muoversi: mimica e giochi di ruolo.

Per sapere cosa aspettarti a ogni età, trovi le tappe qui:

Sviluppo emotivo nei bambini: le tappe da 0 a 10 anni

4. Come farle funzionare: routine e personalizzazione

  1. Poco ma spesso. Bastano 5-10 minuti al giorno, meglio se alla stessa ora, per esempio prima di dormire.
  2. Gioco condiviso, non esercizio. Se il bambino rifiuta, non forzare: riproponi un altro giorno, in modo più leggero.
  3. Dare l'esempio. Se dici "mi sono arrabbiata, faccio tre respiri", mostri come si fa.
  4. Scegliere ciò che gli piace. Un bambino che ama disegnare userà il diario, uno che ama muoversi la mimica.
  5. Usare le stesse parole. Ripetere "sei arrabbiato" e "sei deluso" lo aiuta a costruire un vocabolario.

Se ti riconosci in queste scene e vuoi capire come adattare le attività a tuo figlio, puoi fissare con me una prima consulenza conoscitiva online gratuita. Scrivimi a annalaguzza@amamente.it oppure usa la pagina Contatti:
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5. Gli errori da evitare

  1. Usare le attività come punizione: "Vai a scuotere il barattolo!".
  2. Proporle nel pieno di una crisi: il bambino non ascolta. Prima si calma, poi si gioca. Per la crisi in corso ci sono le frasi pratiche qui:

Bambini arrabbiati: cosa dire e cosa fare durante una crisi di rabbia

  1. Aspettarsi risultati subito. Servono settimane di ripetizione.
  2. Correggere ciò che il bambino dice: "Non sei arrabbiato, sei stanco". Meglio chiedere: "Come lo senti nel corpo?"
  3. Trasformare tutto in esercizio: il gioco serve se resta gioco.

6. Quando il gioco non basta

Le attività aiutano la quotidianità, ma non sostituiscono una valutazione. Merita un parere se le crisi sono molto frequenti, violente o continuano dopo i 5 anni, se le paure o la tristezza durano settimane e limitano la vita del bambino o se ci sono difficoltà in più ambienti, come casa, scuola e amici. Se il tema è la preoccupazione, c'è questa guida:

Ansia nei bambini: segnali, cause e strategie di supporto

Per orientarti sui segnali da non sottovalutare:

Quando rivolgersi a uno psicologo infantile: 10 segnali da non sottovalutare

Per una panoramica sulle emozioni principali e su come rispondere, c'è la guida generale:

Emozioni dei bambini: guida completa per genitori (0-10 anni)

7. Domande frequenti

A che età si può iniziare a lavorare sull'intelligenza emotiva?

Già dai 2-3 anni, con libri illustrati, canzoni e il barattolo della calma. Le attività più riflessive, come il diario o i giochi di ruolo, funzionano meglio dai 4-5 anni.

Quanto tempo al giorno servono?

Anche 5-10 minuti, se vengono proposti con continuità. Meglio poco ogni giorno che molto una volta a settimana.

E se il bambino rifiuta di giocare?

Non forzare. Prova un'altra attività o ripropongila come gioco condiviso, in cui anche tu fai la tua parte. A volte basta cambiare momento della giornata.

Queste attività funzionano davvero?

Le ricerche sul gioco nei bambini di 3-7 anni indicano benefici sulla regolazione emotiva e sulla competenza sociale, soprattutto con il gioco simbolico, ma con limiti: molti studi sono in contesti medici e non è stato verificato quanto durino gli effetti. Funzionano meglio se fanno parte di una routine e di una relazione che accoglie.

Il barattolo della calma serve durante una crisi di rabbia?

Meglio proporlo prima, quando il bambino comincia ad agitarsi, o dopo che la crisi è passata. Nel pieno della rabbia servono poche parole, vicinanza e tempo.

Le attività sostituiscono un percorso psicologico?

No. Sono strumenti di supporto quotidiano. Se le difficoltà sono intense o persistenti, serve una valutazione personalizzata.

Funzionano anche per bambini neurodivergenti?

Sì, se adattate alle caratteristiche del bambino e alle indicazioni degli specialisti che lo seguono. Con alcuni bambini servono più supporti visivi, tempi più lunghi e attività più brevi.

Come adatto le attività a un bambino timido?

Parti da libri, pupazzi e disegni, che permettono di parlare di emozioni senza esporsi. Poi passa gradualmente ai giochi di ruolo e alle carte.

Con il Metodo Amamente® accompagno le famiglie nei momenti in cui le emozioni dei bambini mettono tutti alla prova. Ricevo a Genova, a Milano e online. La prima consulenza conoscitiva online è gratuita. Puoi scrivermi a annalaguzza@amamente.it oppure usare la pagina Contatti:
https://www.psicologaperbambini.it/contatti/


8. Fonti

  1. Veraksa, A. N., Plotnikova, V. A., Sukhikh, V. L., Kornienko, D. S., e Rudnova, N. A. (2025). Non-therapeutic play to overcome negative emotional symptoms and improve emotional intelligence in children aged 3-7: a systematic review. Frontiers in Psychology, 16, 1475387.
    https://doi.org/10.3389/fpsyg.2025.1475387
  2. Durlak, J. A., Weissberg, R. P., Dymnicki, A. B., Taylor, R. D., e Schellinger, K. B. (2011). The impact of enhancing students' social and emotional learning: a meta-analysis of school-based universal interventions. Child Development, 82(1), 405-432.
    https://doi.org/10.1111/j.1467-8624.2010.01564.x

Queste informazioni hanno finalità divulgative: non sostituiscono una valutazione personalizzata, che tiene conto della storia del singolo bambino.

Dott.ssa Anna La Guzza

Psicologa clinica e dell'età evolutiva

Iscritta all'Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/14975, accreditata ATS

Fondatrice del Metodo Amamente®

Autrice di pubblicazioni Erickson in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

LinkedIn: https://it.linkedin.com/in/anna-la-guzza-71393935

Genova, Milano e online. Prima consulenza conoscitiva online gratuita

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https://www.sviluppoepotenziale.it

https://www.psicologaperbambini.it


Articolo aggiornato il 5 ottobre 2026


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