Attività per l’intelligenza emotiva dei bambini: giochi ed esercizi pratici

23.07.2026

Parlare di emozioni con un bambino è più efficace quando passa dal gioco, dall'esperienza e dalla relazione. Le spiegazioni astratte aiutano poco: un bambino impara davvero a riconoscere rabbia, paura, tristezza o gioia quando può vederle, nominarle e sperimentarle in modo concreto.In questa guida trovi attività semplici da proporre a casa per sostenere l'intelligenza emotiva dei bambini, favorire l'empatia e accompagnarli nella gestione delle emozioni.

Perché il gioco aiuta a comprendere le emozioni

Un bambino piccolo non scopre che cos'è la rabbia ascoltando una definizione. La comprende quando la vive, quando un adulto la riconosce con lui e quando può rappresentarla attraverso un gioco, un disegno o una storia.Le attività emotive trasformano stati d'animo difficili da spiegare in qualcosa di osservabile e condivisibile. Così il bambino può iniziare a dire, anche senza molte parole: "Mi sento così".

1. Il gioco delle carte delle emozioni

Come funziona

Prepara oppure acquista carte con volti che rappresentano emozioni diverse: felicità, tristezza, rabbia, sorpresa, paura e disgusto. Mostra una carta e chiedi:

"Come pensi che si senta questa persona?" "Ti è mai capitato di sentirti così?"

Per chi è adatto

Funziona già dai 3 anni. Fino ai 7-8 anni si possono introdurre emozioni più complesse e sfumate, come imbarazzo, delusione, gelosia, orgoglio o frustrazione.

Variante quotidiana

Alla fine della giornata, invita il bambino a scegliere la carta che meglio descrive come si sente in quel momento. È un piccolo rituale che aiuta a dare un nome alle emozioni senza trasformare il confronto in un interrogatorio.

2. Giochi di ruolo per allenare l'empatia

Come funziona

Inventate insieme una situazione sociale: un litigio tra amici, un compagno escluso dal gioco o un pupazzo che piange. Interpreta un personaggio e chiedi al bambino come pensa che si senta l'altro e che cosa potrebbe fare per aiutarlo.

Esempio pratico

"Facciamo finta che il tuo pupazzo abbia perso il suo gioco preferito. Come pensi che si senta? Che cosa potresti dirgli?"

Per chi è adatto

È particolarmente utile tra i 4 e gli 8 anni, quando il bambino comincia a comprendere con maggiore chiarezza il punto di vista delle altre persone.

3. Il barattolo della calma

Come funziona

Prepara un barattolo trasparente con acqua, colla glitter e brillantini. Quando il bambino è agitato, scuotete il barattolo e osservate insieme il glitter che scende lentamente sul fondo, accompagnando l'attesa con respiri lenti.

Perché può essere utile

Durante un momento di forte attivazione emotiva, un bambino può non riuscire ancora a spiegare ciò che prova. Il barattolo della calma offre prima di tutto un'azione concreta: guardare, aspettare, respirare e rallentare.

Per chi è adatto

Può essere proposto dai 3 anni in su, adattando sempre materiali e supervisione all'età del bambino.

4. Il diario illustrato delle emozioni

Come funziona

Ogni sera il bambino può disegnare, scegliere un'emoji o applicare un adesivo per raccontare:

  • il momento più bello della giornata;
  • il momento più difficile;
  • l'emozione che sente più presente.

Dopo, l'adulto può ascoltare con domande brevi e non giudicanti, ad esempio: "Cosa è successo?" oppure "Che cosa ti avrebbe aiutato in quel momento?"

Per chi è adatto

È indicato dai 5 anni in su, quando si sviluppa una maggiore capacità di ripensare agli eventi della giornata.

Variante per la scuola

Una versione semplificata può diventare un rituale di inizio o fine giornata: ogni bambino sceglie un colore, un'immagine o un'emozione da condividere, se lo desidera.

5. Il termometro delle emozioni

Come funziona

Disegna un termometro con diversi livelli di intensità: da "un pochino" a "moltissimo". Quando il bambino prova un'emozione, invitalo a indicare il livello che gli assomiglia di più.Può aiutare a distinguere, per esempio, un piccolo fastidio da una rabbia intensa o una preoccupazione lieve da una paura molto forte.

Per chi è adatto

È utile dai 4 anni e resta efficace anche con bambini più grandi, perché consente di comunicare l'intensità di ciò che si prova senza dover trovare subito le parole esatte.

Come scegliere l'attività più adatta

Non tutte le attività funzionano nello stesso momento.Le attività di regolazione, come il barattolo della calma e il termometro delle emozioni, sono più indicate durante o subito dopo un momento di crisi, quando il bambino ha bisogno prima di ritrovare equilibrio.Le attività riflessive, come le carte, il diario illustrato e i giochi di ruolo, funzionano meglio nei momenti tranquilli, lontano dal picco emotivo. In quel contesto il bambino è più disponibile a raccontare, ascoltare e immaginare alternative.

L'importanza della routine e della personalizzazione

Un'attività è più utile quando non viene proposta come un esercizio occasionale o come un compito da svolgere bene. Inserirla in una routine breve e prevedibile aiuta il bambino a sentirla come uno spazio sicuro.Ogni bambino ha un temperamento, un linguaggio e tempi diversi. Per questo può essere importante scegliere giochi e strategie coerenti con i suoi bisogni specifici e con il contesto familiare.Per approfondire il sostegno emotivo e relazionale nei primi anni di vita, puoi leggere i contenuti dedicati a genitori e bambini.

Domande frequenti

Da che età si possono iniziare queste attività?

Molte attività, come il barattolo della calma, possono essere proposte già dai 2-3 anni. Quelle più riflessive, come il diario emotivo o i giochi di ruolo più articolati, tendono a essere più efficaci dai 4-5 anni in su.

Quanto tempo al giorno serve?

Anche 5-10 minuti al giorno, se proposti con continuità, possono essere più efficaci di attività lunghe ma sporadiche.

Cosa fare se il bambino rifiuta l'attività?

Meglio non forzare. Riproponila in un altro momento e prova a viverla come un gioco condiviso, non come un esercizio da svolgere. L'interesse spontaneo del bambino è più prezioso dell'insistenza.

Queste attività sostituiscono un percorso psicologico?

No. Sono strumenti quotidiani di supporto, utili per molti bambini, ma non sostituiscono una valutazione professionale se le difficoltà emotive sono persistenti, intense o incidono in modo importante sulla vita familiare, scolastica o relazionale.

Possono essere utili anche per bambini neurodivergenti o con difficoltà di attenzione?

Sì, spesso possono essere molto utili, purché vengano adattate alle caratteristiche individuali del bambino e, quando necessario, alle indicazioni di uno specialista che conosce la sua situazione.

Vuoi capire quali attività sono più adatte a tuo figlio?

Ogni bambino ha un modo personale di entrare in contatto con le emozioni. Un percorso mirato può aiutare i genitori a scegliere strumenti sostenibili, rispettosi dei tempi del bambino e integrabili nella vita quotidiana.

Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa dell'età evolutiva e fondatrice del Metodo Amamente® annalaguzza@amamente.it

Per informazioni e contatti: Psicologa per Bambini


Aggiornamento 23 Luglio 2026


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