Quando un bambino parla tardi?

16.06.2026

Parlatori tardivi? 

Una guida completa per i genitori

Vedere il proprio figlio pronunciare le prime parole è uno dei momenti più emozionanti della vita di un genitore. Tuttavia, il confronto con altri bambini può generare ansia: Il figlio della mia amica parla già, il mio dice solo qualche sillaba, è normale?

Capire quando si può parlare di un vero ritardo nel linguaggio e quando, invece, è solo una questione di tempistiche individuali è fondamentale. In questo articolo esploreremo le tappe dello sviluppo comunicativo e i segnali a cui prestare attenzione.

Lo sviluppo del linguaggio: non c'è un unico calendario

È essenziale ricordare che ogni bambino ha il suo ritmo. Esiste una variabilità naturale molto ampia tra i 12 e i 30 mesi. Alcuni bambini preferiscono concentrarsi sulle competenze motorie (camminare, correre) prima di dedicarsi a quelle verbali, e questo è del tutto fisiologico.

Tuttavia, gli esperti indicano delle tappe di riferimento generali:

Età: 12 mesi

Tappe dello sviluppo tipico: Comprende semplici ordini, usa gesti (indicare, fare ciao), dice le prime parole.

Età: 18 mesi

Tappe dello sviluppo tipico: Possiede un vocabolario di circa 10-20 parole, indica oggetti per mostrarli.

Età: 24 mesi

Tappe dello sviluppo tipico: Esplosione del vocabolario (oltre 50 parole), inizia a combinare due parole (es. mamma pappa).

Età: 30 mesi

Tappe dello sviluppo tipico: Frasi più complesse, inizia a usare i pronomi (io, tu), la comprensione è ottima.

Quando preoccuparsi? I segnali di allerta


Si parla di parlatore tardivo (late talker) quando il bambino ha un vocabolario inferiore alle 50 parole o non compone frasi di due parole a 24 mesi, nonostante abbia una buona comprensione.

Tuttavia, è bene consultare uno psicologo, pediatra o un logopedista se notate questi segnali, a prescindere dall'età:

  • Difficoltà di comprensione: Il bambino sembra non capire istruzioni semplici o non reagisce quando viene chiamato per nome.
  • Mancanza di intenzione comunicativa: Non indica gli oggetti che desidera, non cerca di attirare la vostra attenzione o non mostra interesse a condividere esperienze.
  • Assenza di contatto oculare: Il bambino evita spesso lo sguardo durante l'interazione.
  • Regresso: Se il bambino aveva iniziato a dire parole e improvvisamente smette di usarle.
  • Difficoltà di interazione sociale: Sembra preferire isolarsi o non risponde al sorriso e alle espressioni facciali.

Le cause del ritardo nel linguaggio

Il ritardo nel linguaggio può essere dovuto a molteplici fattori, spesso combinati tra loro:

  • Fattori ambientali: Una scarsa esposizione a stimoli verbali o un ambiente troppo passivo possono rallentare lo sviluppo.
  • Problemi uditivi: Anche piccole otiti ricorrenti possono rendere difficile la corretta percezione dei suoni, influenzando l'apprendimento.
  • Fattori genetici: Spesso c'è una familiarità; genitori che hanno parlato tardi tendono ad avere figli che seguono lo stesso percorso.
  • Ritardi di sviluppo globale: Il ritardo nel linguaggio può essere il sintomo di difficoltà più ampie, che coinvolgono anche l'area cognitiva o motoria.

Cosa possono fare i genitori per aiutare?

Il ruolo del genitore è di facilitatore, non di insegnante. Ecco come stimolare il bambino in modo naturale:

  • Parlate sempre con lui: Narrate le vostre giornate, descrivete quello che fate mentre cucinate o vestite il bambino.
  • Leggete insieme: I libri illustrati sono uno strumento potentissimo. Nominate gli oggetti e lasciate che il bambino provi a imitare i suoni.
  • Rispondete ai gesti: Se il bambino indica un oggetto, date un nome a quell'oggetto (es. Oh, vuoi la palla? Eccola, la palla rossa!).
  • Non forzate: Evitate di dire Ripeti dopo di me o Di' mamma. Questo può creare frustrazione e ansia, bloccando il desiderio di comunicare.
  • Limitate gli schermi: L'uso di TV, tablet o smartphone prima dei 2-3 anni è sconsigliato, poiché riduce l'interazione umana, necessaria per lo sviluppo del linguaggio.

Quando contattare uno specialista?


Il consiglio più importante è questo: non aspettate che si sblocchi da solo se avete un dubbio fondato.

Un controllo precoce non fa mai male. Se a 24 mesi il vocabolario è ancora molto limitato o se notate segnali di allerta, parlatene con il vostro pediatra. Una valutazione  può aiutarvi a capire se il bambino ha semplicemente bisogno di una spinta in più o se è necessario un percorso di supporto mirato. Intervenire precocemente significa dare al bambino gli strumenti migliori per affrontare la scuola e le relazioni sociali con serenità.

Hai notato segnali particolari o preoccupazioni specifiche nello sviluppo comunicativo del tuo bambino che vorresti approfondire?

Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa dell'età Evolutiva 

Prima consulenza online Gratis 

annalaguzza@amamente.it

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