Segnali e strategie per la disgrafia

14.09.2026

La disgrafia nei bambini può rendere la scrittura faticosa, lenta e poco leggibile, anche quando il bambino conosce bene ciò che vorrebbe dire. Osservare alcuni segnali non permette di formulare una diagnosi, ma può aiutare genitori e insegnanti a capire quando è utile approfondire con calma.In breve: non tutta la grafia disordinata indica disgrafia. Contano la persistenza delle difficoltà, il livello di affaticamento, l'impatto sulle attività scolastiche e il quadro complessivo del bambino.

Indice

  1. Che cos'è la disgrafia
  2. Segnali da osservare a scuola e a casa
  3. Esempi pratici di disgrafia
  4. Disgrafia, dislessia e difficoltà grafo-motorie: le differenze
  5. Cosa possono fare genitori e insegnanti
  6. Quando può essere utile una valutazione
  7. Domande frequenti

Che cos'è la disgrafia

La disgrafia è una difficoltà che riguarda soprattutto la componente esecutiva e grafomotoria della scrittura. Può emergere nell'età scolare, quando aumentano le richieste di copiare, scrivere sotto dettatura, produrre testi e mantenere un ritmo di lavoro adeguato alla classe.Il punto non è giudicare la calligrafia come "bella" o "brutta". È osservare quanto scrivere richieda fatica, tempo e risorse, e se questa difficoltà limita l'autonomia, la partecipazione in classe o la serenità del bambino.

Segnali di disgrafia nei bambini da osservare

Alcuni segnali possono meritare attenzione, soprattutto se sono presenti con continuità e non migliorano nonostante esercizio, tempi adeguati e supporto.

  1. Scrittura molto lenta o faticosa Il bambino impiega molto tempo per copiare, completare un dettato o scrivere poche frasi.
  2. Grafia poco leggibile o molto variabile Le lettere possono cambiare dimensione, forma o inclinazione anche nella stessa parola.
  3. Difficoltà a organizzare lo spazio nel foglio Possono comparire margini poco rispettati, parole troppo vicine o troppo distanti, righe non seguite e spaziature irregolari.
  4. Impugnatura rigida e affaticamento Alcuni bambini riferiscono dolore alla mano, stanchezza o necessità di fermarsi spesso durante i compiti scritti.
  5. Pressione eccessiva o troppo leggera sul foglio Il tratto può essere molto marcato, quasi inciso, oppure così lieve da risultare poco visibile.
  6. Difficoltà a mantenere ritmo e accuratezza Quando aumenta la velocità richiesta, la leggibilità può peggiorare oppure il bambino può bloccarsi.

Questi aspetti vanno letti nel loro insieme: un singolo segnale, da solo, non è sufficiente per trarre conclusioni.

Esempi di disgrafia nella vita scolastica

Ecco alcune situazioni concrete che genitori e insegnanti possono riconoscere:

  • durante la copia dalla lavagna, il bambino perde il segno, salta parti o resta molto indietro rispetto ai compagni;
  • in un dettato, conosce le parole ma la scrittura risulta faticosa e difficile da rileggere;
  • nei testi scritti, le idee possono essere adeguate ma la produzione è breve perché gran parte dell'energia è assorbita dall'atto di scrivere;
  • nei quaderni compaiono lettere sovrapposte, dimensioni irregolari, spaziature instabili o righe poco rispettate;
  • dopo i compiti scritti il bambino è molto stanco, frustrato o tende a evitare le attività di grafia.

Gli esempi aiutano a descrivere una difficoltà, non a etichettare il bambino. Ogni profilo va compreso considerando età, classe frequentata, storia dello sviluppo e contesto scolastico.

Disgrafia, dislessia e difficoltà grafo-motorie: le differenze

Disgrafia e dislessia non sono la stessa cosa.

  • La disgrafia riguarda principalmente il gesto grafico e l'esecuzione della scrittura.
  • La dislessia riguarda la lettura: accuratezza, rapidità e, in alcuni casi, affaticamento nella decodifica.
  • Le difficoltà grafo-motorie possono essere transitorie o legate a molteplici fattori e richiedono sempre un'osservazione attenta del contesto.

Le difficoltà possono anche coesistere, ma non è corretto dedurlo da un quaderno o da una singola prestazione. Una valutazione professionale, quando indicata, serve proprio a distinguere le diverse componenti e a individuare le strategie più utili.

Strategie pratiche per sostenere la scrittura

L'obiettivo non è chiedere al bambino di "impegnarsi di più", ma rendere il compito più accessibile e proteggere motivazione e autostima.

  1. Ridurre la quantità senza abbassare il valore dell'apprendimento Se la scrittura assorbe troppe energie, può essere utile concordare attività essenziali e tempi realistici.
  2. Dare consegne brevi e scandite Una consegna alla volta può aiutare a mantenere attenzione e organizzazione.
  3. Usare strumenti coerenti con il bisogno osservato Quaderni con righe o quadretti adeguati, un supporto per l'impugnatura o tempi aggiuntivi possono essere utili se scelti con criterio.
  4. Separare il contenuto dalla forma quando possibile Durante un testo, è importante riconoscere anche le idee, il lessico e il ragionamento del bambino, senza far coincidere il suo valore con la qualità grafica.
  5. Confrontarsi con la scuola La collaborazione tra famiglia e insegnanti permette di osservare la difficoltà in contesti diversi e di concordare interventi sostenibili.

Per capire meglio come vengono esplorate le difficoltà di apprendimento e di scrittura, può essere utile leggere: 


Quando può essere utile chiedere una valutazione

Può essere utile confrontarsi con la scuola e con un professionista quando la difficoltà di scrittura è persistente, provoca sofferenza o frustrazione, limita il lavoro scolastico oppure si accompagna ad altre fatiche negli apprendimenti.

Una valutazione neuropsicologica non è un esame da superare e non serve a definire il bambino attraverso un'etichetta. Aiuta a comprendere punti di forza, aree di maggiore fatica e indicazioni pratiche per casa e scuola.

Approfondisci a cosa serve una valutazione neuropsicologica nei bambini


Fonti autorevoli

In Italia, i Disturbi Specifici dell'Apprendimento sono inquadrati dalla Legge n. 170 del 8 ottobre 2010. Per informazioni istituzionali e aggiornate:Disturbi Specifici dell'Apprendimento sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito

https://www.miur.gov.it/disturbi-specifici-dell-apprendimento-dsa


Domande frequenti sulla disgrafia

La disgrafia è solo una brutta calligrafia?

No. Una grafia poco ordinata, da sola, non indica disgrafia. È importante osservare fatica, lentezza, persistenza della difficoltà e impatto sul lavoro scolastico.

Come riconoscere la disgrafia nei bambini?

Si possono notare lentezza, difficoltà nel mantenere righe e spazi, grafia poco leggibile, affaticamento o evitamento dei compiti scritti. Per comprendere il significato di questi segnali serve però una lettura complessiva.

La disgrafia e la dislessia sono la stessa cosa?

No. La disgrafia riguarda soprattutto la componente grafica della scrittura; la dislessia riguarda la lettura. Possono coesistere, ma non è possibile stabilirlo senza un approfondimento adeguato.

Cosa può fare un insegnante?

Può osservare la difficoltà nel tempo, condividere esempi concreti con la famiglia e concordare strategie che rendano le richieste scritte più accessibili, senza confondere la qualità grafica con le conoscenze del bambino.

Quando rivolgersi a un professionista?

Quando le difficoltà persistono, aumentano la frustrazione o interferiscono in modo significativo con scuola e quotidianità, può essere utile parlarne con la scuola e richiedere un orientamento professionale.

Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa dell'età evolutiva

Profilo LinkedIn della Dott.ssa Anna La Guzza

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Insieme alla mia équipe opero nelle sedi di Genova, Milano e online.

Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono una valutazione personalizzata.

Aggiornato a: 14 settembre 2026

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