Metodo Amamente: l'aiuto che cercavi per tuo figlio Dsa arriva dalla neuropsicologia apprendimento

27.05.2026

Disturbi Specifici dell'Apprendimento: Valorizzare i Punti di Forza con il Metodo Amamente

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rappresentano condizioni del neurosviluppo caratterizzate da difficoltà persistenti nell’automatizzazione delle abilità scolastiche, in particolare lettura, scrittura e calcolo, in assenza di deficit cognitivi globali, sensoriali o di opportunità educative inadeguate. La letteratura scientifica contemporanea evidenzia come il funzionamento del soggetto con DSA non possa essere interpretato esclusivamente in termini di deficit strumentale, ma debba essere compreso attraverso una lettura multidimensionale che integri aspetti cognitivi, emotivi, relazionali e motivazionali (American Psychiatric Association, 2013; Cornoldi, 2019).


In questo quadro teorico si inserisce il Metodo Amamente, un modello di intervento abilitativo che supera l’approccio riduzionista focalizzato esclusivamente sugli strumenti compensativi e dispensativi, proponendo invece un intervento neuropsicologico globale e sistemico. Il metodo considera il bambino o l’adolescente con DSA come un individuo dotato di uno specifico profilo di funzionamento cognitivo, caratterizzato non solo da fragilità, ma anche da peculiari punti di forza che possono rappresentare risorse evolutive fondamentali.


Il Metodo Amamente si fonda sull’idea che l’intervento abilitativo non debba limitarsi alla compensazione delle difficoltà scolastiche, ma debba promuovere il potenziamento integrato delle funzioni cognitive, metacognitive ed emotive, valorizzando al contempo le caratteristiche distintive del soggetto dislessico, quali creatività, pensiero divergente, immaginazione, intuizione globale e sensibilità associativa.


DSA e neurodiversità: dal paradigma del deficit al paradigma del profilo cognitivo


Negli ultimi anni, il paradigma neuroscientifico e neuropsicologico relativo ai DSA ha subito una significativa evoluzione. L’interpretazione strettamente deficitaria della dislessia è stata progressivamente sostituita da una prospettiva che considera tali condizioni come espressioni di neurodiversità cognitiva (Armstrong, 2010).


Diversi studi suggeriscono infatti che molti soggetti con dislessia presentino competenze superiori alla media in domini quali:


  • creatività figurativa e narrativa;
  • pensiero visuo-spaziale;
  • capacità associative;
  • problem solving intuitivo;
  • elaborazione globale delle informazioni;
  • flessibilità cognitiva (Eide & Eide, 2011).


Il funzionamento dislessico appare dunque caratterizzato da una particolare organizzazione neurocognitiva che comporta simultaneamente vulnerabilità nei processi di automatizzazione simbolica e potenzialità elevate in specifici domini cognitivi.


Il Metodo Amamente assume questa prospettiva come fondamento teorico dell’intervento. Il focus non è esclusivamente la “correzione dell’errore”, ma la costruzione di un equilibrio funzionale tra difficoltà e talenti, promuovendo un’identità cognitiva positiva.


Il Metodo Amamente come intervento neuropsicologico completo


L’intervento proposto dal Metodo Amamente si configura come un modello neuropsicologico integrato che coinvolge simultaneamente:


  • domini dell’apprendimento;
  • funzioni esecutive;
  • processi attentivi;
  • memoria di lavoro;
  • regolazione emotiva;
  • motivazione;
  • autostima cognitiva;
  • relazioni familiari e scolastiche.


L’approccio supera la tradizionale dicotomia tra trattamento cognitivo e supporto emotivo, considerando il funzionamento neuropsicologico come un sistema dinamico in cui aspetti cognitivi ed emotivi risultano profondamente interconnessi.


La compromissione dell’automatizzazione della lettura o della scrittura, infatti, non determina soltanto una difficoltà scolastica, ma produce frequentemente:


  • vissuti di inefficacia;
  • ansia da prestazione;
  • evitamento;
  • demotivazione;
  • riduzione del senso di competenza;
  • alterazioni dell’autostima (Burden, 2008).


Per questo motivo, il Metodo Amamente integra attività finalizzate non solo al potenziamento degli apprendimenti, ma anche alla costruzione di esperienze emotive correttive che consentano al bambino di sperimentarsi come competente e capace.


Il ruolo attivo della famiglia nell’intervento sistemico


Uno degli aspetti centrali del Metodo Amamente riguarda il coinvolgimento attivo della famiglia all’interno del percorso abilitativo. L’intervento non viene concepito come un trattamento confinato alla stanza terapeutica, ma come un processo sistemico che coinvolge il contesto relazionale quotidiano del bambino.


La letteratura evidenzia come il clima emotivo familiare influenzi significativamente:


  • la motivazione all’apprendimento;
  • la resilienza;
  • la regolazione emotiva;
  • l’autoefficacia percepita (Bandura, 1997).


Nel Metodo Amamente i genitori non assumono un ruolo passivo di semplici osservatori, ma diventano parte integrante del processo terapeutico. Essi vengono guidati nella comprensione delle caratteristiche neuropsicologiche del figlio e supportati nello sviluppo di modalità comunicative e relazionali funzionali.


L’obiettivo non è solamente migliorare il rendimento scolastico, ma costruire un ambiente che favorisca:


  • sicurezza emotiva;
  • valorizzazione dei talenti;
  • motivazione intrinseca;
  • autonomia cognitiva.


Particolare attenzione viene posta all’evitare dinamiche relazionali centrate esclusivamente sulla performance scolastica, che rischiano di rinforzare vissuti di inadeguatezza.


Gioco, personalizzazione e apprendimento neurofunzionale


Il Metodo Amamente utilizza il gioco come strumento neuropsicologico privilegiato. Le attività ludiche non rappresentano semplici momenti ricreativi, ma costituiscono contesti altamente funzionali per l’attivazione cognitiva ed emotiva.


Numerosi studi dimostrano che il gioco facilita:


  • plasticità neurale;
  • apprendimento implicito;
  • memoria;
  • attenzione sostenuta;
  • flessibilità cognitiva;
  • motivazione intrinseca (Diamond, 2013).


Nel metodo, le attività vengono costruite in modo altamente personalizzato, partendo dagli interessi specifici del bambino e dai suoi canali cognitivi preferenziali. Tale personalizzazione consente di incrementare il coinvolgimento attentivo ed emotivo, favorendo processi di apprendimento più stabili ed efficaci.


L’intervento si struttura quindi come esperienza relazionale significativa e non come mera esercitazione ripetitiva.


Potenziamento dei domini cognitivi ed emotivi


Un elemento distintivo del Metodo Amamente è l’integrazione tra potenziamento cognitivo e potenziamento emotivo.


L’intervento lavora contemporaneamente su:


  • attenzione;
  • memoria di lavoro;
  • pianificazione;
  • flessibilità cognitiva;
  • velocità di elaborazione;
  • linguaggio;
  • competenze narrative;
  • consapevolezza emotiva;
  • regolazione dello stress;
  • autostima.


La dimensione emotiva viene considerata parte integrante del funzionamento cognitivo. Le neuroscienze contemporanee mostrano infatti come emozione e cognizione siano profondamente interdipendenti (Damasio, 1994).


Un bambino con elevata ansia prestazionale può mostrare un peggioramento significativo delle performance attentive e mnestiche; al contrario, un contesto emotivamente sicuro facilita l’efficienza delle funzioni esecutive.


In tale prospettiva, il Metodo Amamente promuove esperienze di apprendimento emotivamente positive, che favoriscono lo sviluppo di una rappresentazione di sé come individuo competente e creativo.


Creatività e pensiero divergente nella dislessia


Uno dei presupposti teorici del Metodo Amamente riguarda la valorizzazione della creatività come risorsa neurocognitiva frequentemente presente nei soggetti con DSA.


La ricerca scientifica ha evidenziato correlazioni tra dislessia e:


  • pensiero divergente;
  • immaginazione narrativa;
  • capacità artistiche;
  • intuizione visiva;
  • elaborazione globale (West, 2009).


Molti soggetti dislessici sviluppano strategie compensative spontanee basate su modalità cognitive non lineari, maggiormente orientate all’associazione creativa e all’elaborazione visuo-intuitiva.


Il Metodo Amamente considera tali caratteristiche non come aspetti marginali, ma come elementi centrali dell’identità cognitiva del bambino. La valorizzazione delle aree di forza produce effetti positivi anche sul piano motivazionale ed emotivo, riducendo il rischio di cristallizzazione di un’identità deficitaria.


In questa prospettiva, il trattamento dei DSA non coincide con il semplice adattamento scolastico, ma diventa un percorso evolutivo volto a favorire il pieno sviluppo del potenziale individuale.

Dott.ssa Anna La Guzza Psicologa età Evolutiva

Metodo Amamente®

Bibliografia

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – DSM-5. Washington DC: APA.

Armstrong, T. (2010). Neurodiversity. Cambridge, MA: Da Capo Press.

Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. New York: Freeman.

Burden, R. (2008). “Is dyslexia necessarily associated with negative feelings of self-worth? A review and implications for future research.” Dyslexia, 14(3), 188–196.

Cornoldi, C. (2019). I Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Bologna: Il Mulino.

Damasio, A. (1994). Descartes’ Error. New York: Putnam.

Diamond, A. (2013). “Executive functions.” Annual Review of Psychology, 64, 135–168.

Eide, B., & Eide, F. (2011). The Dyslexic Advantage. New York: Hudson Street Press.

West, T. G. (2009). In the Mind’s Eye. New York: Prometheus Books.

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