Metodo Amamente® per i DSA: come lavoriamo con il bambino e con la famiglia
Aggiornato al 7 ottobre 2026
In breve: il Metodo Amamente® è il modello di lavoro che uso con bambini e ragazzi con DSA. Parte da una valutazione neuropsicologica e lavora, a seconda del bambino, su abilità di apprendimento, funzioni come attenzione e memoria di lavoro, aspetti emotivi e ruolo dei genitori, usando attività personalizzate e il gioco. Perché guardare anche le emozioni: una revisione sistematica su 19 studi ha trovato che bambini con dislessia o difficoltà di lettura sono più vulnerabili a percezioni negative di sé a scuola. Gli studi citati sostengono singoli aspetti del lavoro, non il Metodo nel suo insieme, e per questo qui non trovi promesse di risultati.
Quando si parla di DSA, molti genitori si sentono dire due cose: che servono strumenti e che serve esercizio. Entrambe sono vere, ma spesso non bastano a spiegare perché un bambino intelligente, che si impegna, torna a casa esausto e dice «tanto non ce la faccio».
Questa pagina spiega come lavoro io, cosa comprende il Metodo Amamente® e cosa non è. Se cerchi una panoramica più generale su cosa comprende un percorso per i DSA:
Terapia DSA: cosa comprende un percorso, chi fa cosa e cosa chiedere
Indice
- Da dove parte il lavoro
- Cosa comprende il Metodo
- Perché guardare anche emozioni e funzioni esecutive
- Il ruolo dei genitori
- Come si svolge il percorso
- Cosa il Metodo non è
- Domande frequenti
- Fonti
1. Da dove parte il lavoro
Parto dal profilo del singolo bambino: cosa gli costa fatica, cosa gli riesce bene, come sta emotivamente, come si vive la scuola e la famiglia. Due bambini con la stessa diagnosi di DSA possono avere bisogni molto diversi, e un percorso uguale per tutti rischia di non servire a nessuno.
Per questo la base è una valutazione, che indica anche dove conviene lavorare:
Come funziona la valutazione neuropsicologica per i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)
2. Cosa comprende il Metodo
A seconda del bambino, il lavoro può toccare uno o più di questi ambiti:
- le abilità di apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) e le strategie per studiare;
- le funzioni che le sostengono, come attenzione, memoria di lavoro, pianificazione e flessibilità;
- le emozioni legate alla scuola: ansia da prestazione, evitamento, motivazione, autostima;
- le relazioni in famiglia e a scuola.
Le attività sono costruite a partire dagli interessi del bambino, e il gioco è uno strumento di lavoro: non per «intrattenere», ma perché un bambino coinvolto partecipa di più. Non tutto serve a tutti: gli ambiti si scelgono dopo la valutazione, e si rivedono nel tempo.
3. Perché guardare anche emozioni e funzioni esecutive
- Il lato emotivo. Gibby-Leversuch e colleghi (2021) hanno rivisto 19 studi sul rapporto tra dislessia, difficoltà di lettura e percezione di sé in bambini e giovani. Hanno trovato una maggiore vulnerabilità a percezioni negative delle proprie capacità scolastiche, con un senso di valore complessivo nella norma. Tra i fattori che aiutavano ci sono uno stile attributivo adattivo, buone relazioni con compagni e genitori e atteggiamenti positivi verso la dislessia; per alcuni, la diagnosi era un sollievo, perché offriva un'immagine alternativa a quella di essere poco intelligenti o poco motivati. Lo studio di Terras e colleghi (2009), su 68 bambini dislessici, ha trovato un quadro simile, con più difficoltà emotive e comportamentali rispetto alle norme.
- Le funzioni esecutive. La revisione di Diamond (2013) descrive le funzioni esecutive come inibizione, memoria di lavoro e flessibilità cognitiva, che permettono di restare concentrati e adattarsi ai cambiamenti. Tra i fattori che le peggiorano, l'autrice cita stress, mancanza di sonno e solitudine, e affronta il tema della loro possibile allenabilità. Non è una revisione sui DSA: spiega perché ha senso considerare insieme apprendimento, emozioni e funzioni di base.
Sul lato emotivo, trovi approfondimenti nelle pagine dedicate:
Dislessia e autostima: quando un bambino intelligente comincia a pensare di non esserlo
Dislessia: come parlarne ai figli
4. Il ruolo dei genitori
Il percorso non resta chiuso nella stanza dell'incontro. I genitori ricevono una restituzione chiara di ciò che emerge, imparano a leggere il profilo del figlio e a sostenerlo senza diventare l'insegnante, e sono accompagnati nel dialogo con la scuola. Si evitano, per quanto possibile, dinamiche in cui tutto ruota attorno alla prestazione scolastica, perché possono rinforzare nel bambino il sentimento di non essere all'altezza.
Guida al PDP: Piano Didattico Personalizzato, strumenti e strategie per i DSA
Strumenti compensativi DSA: come sceglierli e farli funzionare davvero
5. Come si svolge il percorso
- Prima consulenza conoscitiva online gratuita: mi racconti la situazione e capiamo se un percorso ha senso.
- Valutazione del profilo del bambino, con una restituzione chiara ai genitori.
- Scelta degli obiettivi e degli ambiti di lavoro, insieme.
- Incontri con il bambino, con attività personalizzate, e momenti con i genitori.
- Dialogo con la scuola quando serve, e verifiche lungo il tempo.
Ricevo a Genova e a Milano, e online. Per i dettagli sulla valutazione nelle due sedi:
Valutazione e diagnosi DSA a Genova e Milano: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia
6. Cosa il Metodo non è
- Non è una cura: i DSA accompagnano la persona nel tempo, e il lavoro serve a ridurne il peso.
- Non sostituisce altri interventi: dove serve un lavoro specifico sulla lettura o sulla scrittura, può essere necessario coinvolgere altre figure professionali.
- Non promette tempi né risultati: dipendono da ogni bambino e dal contesto.
- Non ha qui prove di efficacia a sostegno: gli studi citati riguardano singoli aspetti del lavoro, non il Metodo nel suo insieme, che è il mio modello di lavoro.
Se vuoi capire se questo modo di lavorare può servire a tuo figlio, puoi fissare con me una prima consulenza conoscitiva online gratuita. Scrivimi a annalaguzza@amamente.it oppure usa la pagina Contatti:
Prenota la tua prima consulenza online gratuita
7. Domande frequenti
Che cos'è il Metodo Amamente®?
È il modello di lavoro che uso con bambini e ragazzi con DSA e con le loro famiglie. Parte da una valutazione del profilo del bambino e lavora, a seconda dei casi, sulle abilità di apprendimento, sulle funzioni che le sostengono, sugli aspetti emotivi e sul ruolo dei genitori, adattando le attività agli interessi del bambino.
Sostituisce la logopedia o il lavoro con altri professionisti?
No. Può affiancarsi ad altri interventi o svolgersi insieme a essi, e nella prima consulenza si valuta cosa serve a tuo figlio e chi se ne occupa. Il lavoro sulle abilità di lettura e scrittura può richiedere altre figure professionali.
Ci sono studi che dimostrano che il Metodo funziona?
Gli studi citati in questa pagina riguardano singoli aspetti del lavoro, per esempio il legame tra difficoltà di lettura e benessere emotivo, e non il Metodo nel suo insieme. Per questo non prometto risultati: i tempi e gli esiti dipendono da ogni bambino, e li verifichiamo insieme lungo il percorso.
Perché si lavora anche sulle emozioni, non solo sulla lettura?
Perché le difficoltà di lettura possono pesare su come il bambino si vede. Una revisione sistematica su 19 studi (Gibby-Leversuch e colleghi, 2021) ha trovato che bambini e ragazzi con dislessia o difficoltà di lettura erano più vulnerabili a percezioni negative di sé in ambito scolastico, pur con un senso di valore complessivo nella norma.
Quanto dura il percorso?
Non esiste una durata standard. Dopo la valutazione definiamo obiettivi e tempi, e li rivediamo nel tempo, in base a come sta andando.
Cosa devono fare i genitori?
Sono coinvolti attivamente: ricevono una restituzione chiara della valutazione, imparano a leggere il profilo del figlio e a sostenerlo senza trasformarsi nell'insegnante, e dialogano con la scuola quando serve.
Si può fare online?
Alcune parti, come i colloqui con i genitori, il lavoro sulle strategie e sul sostegno emotivo, si prestano bene alla modalità online. Per altre parti dipende dal bambino. Lo valutiamo insieme nella prima consulenza. Ricevo anche a Genova e a Milano.
8. Fonti
- Gibby-Leversuch, R., Hartwell, B. K., & Wright, S. (2021). Dyslexia, literacy difficulties and the self-perceptions of children and young people: a systematic review. Current Psychology, 40, 5595-5612.
https://doi.org/10.1007/s12144-019-00444-1 - Terras, M. M., Thompson, L. C., & Minnis, H. (2009). Dyslexia and psycho-social functioning: an exploratory study of the role of self-esteem and understanding. Dyslexia, 15(4), 304-327.
https://doi.org/10.1002/dys.386 - Diamond, A. (2013). Executive functions. Annual Review of Psychology, 64, 135-168.
https://doi.org/10.1146/annurev-psych-113011-143750
Queste informazioni hanno finalità divulgative: non sostituiscono una valutazione personalizzata, che tiene conto della storia del singolo bambino.
Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa clinica e dell'età evolutiva a Genova, Milano e Online
Iscritta all'Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/14975, accreditata ATS
Fondatrice del Metodo Amamente®
Autrice di pubblicazioni Erickson in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/annalaguzza/
Sedi: Genova, Milano e online. Prima consulenza conoscitiva online gratuita
Articolo aggiornato il 7 ottobre 2026