Segnali DSA: come riconoscerli dalla scuola dell'infanzia alla secondaria

07.04.2026

Come capire se mio figlio ha un DSA: la guida per genitori e insegnanti

Ecco i principali segnali dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) suddivisi per fasce d'età, utili per la stesura di un post informativo.

​Scuola dell'Infanzia

​In questa fase non si effettua una diagnosi, ma è possibile osservare alcuni indicatori precoci:

​Difficoltà nel completare frasi o nel trovare le parole giuste.

​Fatica a riconoscere o produrre rime e filastrocche.

​Difficoltà a eseguire compiti di coordinazione fine, come impugnare correttamente le matite o ritagliare.

​Confusione nelle sequenze temporali (prima, dopo, ieri, domani).

​Scuola Primaria

​Con l'inizio dell'apprendimento formale della lettura e della scrittura, i segnali diventano più specifici:

​Lettura lenta, stentata o con frequenti errori di inversione (ad esempio leggere "li" al posto di "il") e sostituzione di lettere simili.

​Scrittura caratterizzata da lettere di dimensioni diverse, difficoltà a restare nei margini del foglio o numerosi errori ortografici nonostante l'esercizio.

​Difficoltà marcata nel memorizzare le tabelline e nel recuperare velocemente i risultati dei calcoli semplici entro il dieci.

​Fatica a copiare correttamente dalla lavagna.

​Scuola Secondaria

​Nei ragazzi più grandi i disturbi possono essere compensati, ma emergono in altre forme:

​Discrepanza tra il tempo dedicato allo studio e i risultati ottenuti.

​Difficoltà nell'imparare le lingue straniere, specialmente nella forma scritta.

​Fatica nel prendere appunti in autonomia o nell'organizzare il materiale scolastico e il diario.

​Stanchezza eccessiva dopo la giornata scolastica e possibile calo dell'autostima legato alle prestazioni.

È fondamentale ricordare che questi segnali indicano una caratteristica del neurosviluppo e non un limite dell'intelligenza. Un intervento tempestivo permette di attivare le giuste strategie didattiche.

​Per una consulenza specialistica, diagnosi o supporto ai genitori, è possibile contattare la Dott.ssa Anna La Guzza:

​Sito web: www.psicologaperbambini.it

​Email: annalaguzza@amamente.it


Domande Frequenti sui DSA (FAQ)


​1. Mio figlio è pigro o potrebbe avere un DSA?

​È il dubbio più comune. I DSA (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia) non dipendono dalla volontà o dall’intelligenza. Se noti che tuo figlio si stanca velocemente, evita la lettura o piange davanti ai compiti nonostante l'impegno, potrebbe non trattarsi di pigrizia ma di una caratteristica del neurosviluppo che rende quelle attività estremamente faticose.

​2. A che età si può fare la diagnosi di Dislessia o DSA?

​La diagnosi ufficiale può essere fatta solo a partire dalla fine della seconda classe della scuola primaria per la lettura e la scrittura, e dalla fine della terza primaria per il calcolo. Tuttavia, è fondamentale intervenire già alla scuola dell'infanzia se si notano indicatori precoci nel linguaggio o nella coordinazione.

​3. Quali sono i primi segnali di allarme alla scuola elementare?

​I campanelli d’allarme più frequenti includono:

​Inversione di lettere o numeri (es. confondere "b" e "d" o "p" e "q").

​Eccessiva lentezza nella lettura ad alta voce.

​Difficoltà a memorizzare sequenze (giorni della settimana, mesi, tabelline).

​Scrittura poco leggibile e molti errori ortografici nonostante lo studio.

​4. La diagnosi di DSA "etichetta" mio figlio per sempre?

​Al contrario: la diagnosi è uno strumento di tutela. Permette di attivare il PDP (Piano Didattico Personalizzato) a scuola, garantendo l'uso di strumenti compensativi (come la calcolatrice o le mappe concettuali) e misure dispensative. Questo aiuta il bambino a non perdere la fiducia in se stesso e a studiare con successo.

​5. Cosa devo fare se sospetto che mio figlio abbia un disturbo dell'apprendimento?

​Il primo passo è parlarne con gli insegnanti per capire se le difficoltà sono riscontrate anche in classe. Successivamente, è necessario rivolgersi a uno specialista per una valutazione neuropsicologica. Un intervento tempestivo è la chiave per prevenire il calo dell'autostima e l'abbandono scolastico.

​6. Come posso aiutare mio figlio a casa con i compiti?

​Il ruolo del genitore dovrebbe restare quello affettivo. Se il momento dei compiti diventa un conflitto, è utile:

​Utilizzare audiolibri o software di sintesi vocale.

​Privilegiare schemi e mappe concettuali invece di lunghi testi.

​Contattare un professionista per un supporto specialistico o un tutor dell'apprendimento.

​Se riconosci uno o più di questi segnali e desideri approfondire con una valutazione specialistica o una diagnosi, puoi rivolgerti alla Dott.ssa Anna La Guzza:

​Sito ufficiale: www.psicologaperbambini.it

​Email diretta: annalaguzza@amamente.it


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