Disortografia: errori di ortografia, cause e come aiutare

10.10.2026


Aggiornato al 10 ottobre 2026

«Sa tutto quando lo interrogo, ma nei dettati fa errori che non ti aspetti.» Se lo pensi anche tu davanti al quaderno di tuo figlio, sei in buona compagnia. Doppie dimenticate, «h» che compaiono e scompaiono, parole attaccate o spezzate, lo stesso termine scritto in tre modi nella stessa pagina: gli errori di ortografia sono tra i motivi più frequenti per cui i genitori si rivolgono a uno psicologo. Non sempre sono un segnale di disortografia, ma quando restano nel tempo meritano attenzione. In questa guida trovi come riconoscerli, che cosa sono davvero, che cosa c'entra la scuola e come puoi aiutare tuo figlio a casa, senza trasformare i compiti in una battaglia.

In breve

• La disortografia è un disturbo specifico dell'apprendimento della scrittura: riguarda la trasformazione dei suoni in lettere, non l'intelligenza né l'impegno.

• Errori di ortografia nei primi anni della primaria sono normali. Preoccupa la persistenza, soprattutto se compaiono tanti errori di tipo diverso nonostante esercizio e insegnamento adeguati.

• Esistono aiuti concreti: correttore ortografico, schemi delle regole, dettati non a sorpresa, valutazione dei contenuti prima della forma.

Indice

1. Che cos'è la disortografia
2. Come si presentano gli errori
3. Errore normale o campanello d'allarme
4. Cause: che cosa sappiamo
5. Altre situazioni che possono assomigliarle
6. Come si arriva alla diagnosi
7. Disortografia e scuola: PDP e misure
8. Come aiutare tuo figlio a casa
9. Fiducia in sé e motivazione
10. Bambini bilingui e famiglie all'estero
11. Domande frequenti
12. Fonti

1. Che cos'è la disortografia

La Legge 170 del 2010 definisce la disortografia come un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica. In parole semplici: scrivere correttamente richiede di trasformare i suoni di una parola nelle lettere giuste, rispettando le regole e le eccezioni della nostra lingua. Chi ha disortografia fa fatica proprio in questo passaggio, anche quando conosce la regola a voce e anche quando ha letto la parola molte volte.

È diversa dalla disgrafia, che riguarda la realizzazione grafica (la calligrafia, la fluidità del gesto). Un bambino può avere una scrittura ordinata e fare molti errori di ortografia, oppure il contrario. Se ti interessa l'aspetto grafico, trovi la guida a Disgrafia nei bambini: cos'è, sintomi e strategie di intervento.


Spesso la disortografia si presenta insieme alla dislessia, ma non sempre: sono disturbi distinti, che possono comparire insieme o separatamente.

2. Come si presentano gli errori

Nella pratica clinica italiana gli errori di ortografia si raggruppano di solito in tre famiglie. Conoscerle aiuta a descrivere il problema alla scuola o allo specialista.

• Errori fonologici. La parola scritta non corrisponde ai suoni: lettere omesse, aggiunte, scambiate o invertite («tavlo» per tavolo, «brillante» scritto «bilante»), scambi tra suoni simili come b/p, d/t, f/v.
• Errori non fonologici. La parola «suona» giusta ma è scritta in modo errato: «quore» al posto di «cuore», «lacqua» al posto di «l'acqua», parole unite o divise a sproposito («in sieme», «lamamma»).
• Altri errori. Doppie, accenti, apostrofi, uso della «h» (ha/a, hanno/anno, ho/o).

Un segnale utile è la variabilità: la stessa parola scritta in modi diversi nello stesso testo suggerisce che il bambino non ha ancora una rappresentazione stabile di quella parola.

3. Errore normale o campanello d'allarme

Nei primi due anni della primaria gli errori ortografici sono normali: il bambino sta imparando il codice scritto. Conviene osservare di più quando:

• gli errori restano numerosi e di tipo diverso anche dopo la seconda primaria;
• non diminuiscono nonostante esercizio, dettati ed esercizi di ortografia;
• tuo figlio sa spiegare a voce la regola ma non riesce ad applicarla scrivendo;
• la scrittura è molto lenta e faticosa, e il bambino evita di scrivere;
• a scuola gli viene detto di essere «distratto» o «poco attento», mentre fuori scuola mostra buone capacità;
• ci sono anche difficoltà di lettura, o in famiglia casi di dislessia o altri DSA.

Nessuno di questi segnali basta da solo. Se vuoi un quadro d'insieme dei campanelli d'allarme per età, leggi Segnali DSA: come riconoscerli dalla scuola dell'infanzia alle superiori.


4. Cause: che cosa sappiamo

I disturbi specifici dell'apprendimento sono disturbi del neurosviluppo, con una componente che tende a ripetersi nelle famiglie. La disortografia non dipende da scarso impegno, da pigrizia o da un cattivo insegnamento, e non è segno di un'intelligenza ridotta. Nel manuale diagnostico DSM-5 la difficoltà nella correttezza ortografica rientra nel «disturbo specifico dell'apprendimento con compromissione dell'espressione scritta».

A livello di funzionamento, chi ha disortografia fa fatica ad associare in modo rapido e automatico suoni e lettere, a ricordare la forma ortografica delle parole e a gestire insieme più operazioni: pensare a cosa scrivere, a come si scrive, a come si organizza il testo. Questo spiega perché gli errori aumentano quando il carico è alto, per esempio nei temi o sotto il tempo.

5. Altre situazioni che possono assomigliarle

Prima di pensare a una disortografia, si escludono altre cause di errori ortografici:

• Problemi di udito o di vista non corretti.
• Disturbo del linguaggio, che può compromettere la percezione dei suoni.
• Difficoltà di attenzione: gli errori sono di distrazione e variano molto da giorno a giorno.
• Insegnamento insufficiente o cambi frequenti di scuola.
• Bilinguismo: un bambino che impara a scrivere in due lingue può avere errori legati all'interferenza, che non sono un disturbo.

Distinguere queste situazioni è uno dei compiti della valutazione. Per approfondire come si ragiona nel caso di famiglie che vivono all'estero leggi Difficoltà a scuola all'estero: è la lingua, il trasferimento o un disturbo dell'apprendimento?

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6. Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi di DSA è un atto clinico: la effettuano i servizi sanitari competenti o i professionisti e le strutture accreditate secondo le regole della propria Regione. La valutazione comprende di norma un colloquio con i genitori, la raccolta delle informazioni dalla scuola, prove standardizzate di lettura, scrittura e calcolo, e una valutazione del funzionamento cognitivo per escludere altre spiegazioni.

Sul momento giusto, la letteratura clinica indica che la diagnosi di disturbi della lettura e della scrittura non si pone prima che il bambino abbia completato l'insegnamento formale del codice scritto, cioè di norma verso la fine della seconda primaria; per la discalculia si aspetta la fine della terza. Questo non significa aspettare senza fare nulla: la scuola può intervenire subito con attività di potenziamento, e tu puoi iniziare a osservare e raccogliere esempi.

Per capire come funziona l'iter nel dettaglio leggi Diagnosi DSA: come funziona l'iter diagnostico.


7. Disortografia e scuola: PDP e misure

Con la diagnosi, la scuola predispone un Piano Didattico Personalizzato, il PDP. Per la disortografia le misure più usate riguardano soprattutto la valutazione e gli strumenti:

• valutare in primo luogo il contenuto di un elaborato, e non la correttezza ortografica;
• evitare dettati a sorpresa e correzioni «a tappeto» con la penna rossa;
• consentire il correttore ortografico e il computer per i testi lunghi;
• fornire schemi delle regole e tabelle da consultare;
• concedere tempi più lunghi o ridurre la quantità di scrittura quando serve.

Per capire come si leggono e si usano il PDP e le misure, trovi due guide complete: Guida al PDP per i DSA: come leggerlo, cosa chiedere alla scuola e come capire se funziona e Misure dispensative DSA: cosa sono e come funzionano.



8. Come aiutare tuo figlio a casa

Non devi fare l'insegnante. Quello che puoi fare è rendere lo scrivere meno minaccioso e più efficace.

1. Correggi poco, ma bene. Scegli un solo tipo di errore alla volta (per esempio le doppie) e lavora su quello per qualche settimana, invece di segnalare tutto.
2. Dettati brevi e prevedibili. Poche righe, preparate insieme, meglio se con una rilettura finale del bambino. L'autocorrezione è un allenamento prezioso.
3. Fai leggere ad alta voce ciò che ha scritto. Spesso il bambino sente l'errore che non vede.
4. Usa il computer per i testi lunghi, con il correttore attivo, e fagli notare perché una parola è stata segnalata.
5. Costruisci un quaderno delle regole personale, con esempi suoi, non fotocopie generiche.
6. Separa il contenuto dalla forma. Prima l'idea, poi la correzione.
7. Pochi minuti, ogni giorno. Quindici minuti regolari valgono più di un'ora di domenica.

Per scegliere gli strumenti più adatti, leggi Strumenti compensativi DSA: come sceglierli e farli funzionare davvero.


9. Fiducia in sé e motivazione

Gli errori di ortografia sono visibili, e molti bambini li vivono come una colpa. Capita di sentire frasi come «sono stupido» o «io non so scrivere». Aiuta dirgli con chiarezza che il suo cervello lavora in modo diverso nella scrittura, che questo non dice nulla sulla sua intelligenza e che ci sono strumenti precisi per aiutarlo. Valorizza ciò che sa fare bene, anche fuori dalla scuola. Se noti ansia, rifiuto dei compiti o calo dell'umore, parlane con la scuola e con uno specialista: l'aspetto emotivo fa parte del percorso quanto quello didattico.

10. Bambini bilingui e famiglie all'estero

Quando un bambino cresce in due lingue, gli errori di ortografia possono derivare dall'influenza di una lingua sull'altra: ad esempio, le regole di scrittura dell'inglese o dello spagnolo non sono quelle dell'italiano. Per questo la valutazione di un bambino bilingue richiede particolare cautela e una buona conoscenza della sua storia linguistica. Se vivi all'estero e senti che tuo figlio fatica a scrivere in italiano, trovi indicazioni in Neuropsicologia dell'età evolutiva per famiglie italiane all'estero.

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11. Domande frequenti

Quando devo preoccuparmi degli errori di ortografia?

Quando restano numerosi e di tipo diverso dopo la seconda primaria, non migliorano con l'esercizio e si accompagnano a fatica nella scrittura o a evitamento. Un solo tipo di errore, o errori che diminuiscono, sono meno preoccupanti.

La disortografia si può curare?

È un disturbo che accompagna la persona nel tempo, ma si può lavorare molto sulla precisione, sulle strategie e sugli strumenti. Con un intervento mirato e le misure giuste, gli studenti possono scrivere in modo efficace e raggiungere buoni risultati scolastici.

Disortografia e dislessia sono la stessa cosa?

No. La dislessia riguarda la lettura, la disortografia la scrittura corretta. Possono presentarsi insieme, ma sono disturbi distinti.

Mio figlio è disattento: possono essere solo errori di distrazione?

Può essere. Gli errori di distrazione variano molto da un giorno all'altro e sono spesso diversi dai precedenti; nella disortografia tendono a ripetersi in modo più regolare. Distinguere i due casi richiede una valutazione.

Serve la diagnosi per avere aiuto a scuola?

Per le misure previste dalla Legge 170/2010 serve la certificazione. In attesa, la scuola può comunque attivare attività di potenziamento e strumenti per tutti i bambini che ne hanno bisogno.

Il correttore ortografico non lo rende pigro?

No, se usato bene: non scrive al posto suo, ma segnala dove guardare. Il bambino deve comunque scegliere la forma corretta, e questo allena l'attenzione all'ortografia.

Quanto tempo dedicare agli esercizi a casa?

Poco e con regolarità: 10-15 minuti al giorno, centrati su un obiettivo per volta, funzionano meglio di sessioni lunghe che stancano.

Richiedi la prima consulenza

Se i dettati di tuo figlio ti preoccupano e vuoi capire se e come intervenire, scrivimi dalla pagina Contatti: ti aiuto a leggere gli errori, a decidere i passi successivi e a parlarne con la scuola. Il quadro del servizio è in DSA online.



Queste informazioni hanno finalità divulgative: non sostituiscono una valutazione personalizzata, che tiene conto della storia del singolo bambino.

12. Fonti

• Legge 8 ottobre 2010, n. 170, art. 1 – Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.
• Istituto Superiore di Sanità, Linea guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (pubblicata il 20 gennaio 2022).
• Panel di aggiornamento e revisione della Consensus Conference sui DSA (PARCC), Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference, 2011.
• American Psychiatric Association, DSM-5-TR (2022), Disturbo specifico dell'apprendimento.
• Tressoldi P.E., Cornoldi C. (1991), Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica nella scuola dell'obbligo, Omega Edizioni, Torino.
• Snowling M.J., Hulme C. (2012), Annual Research Review: The nature and classification of reading disorders – a commentary on proposals for DSM-5, Journal of Child Psychology and Psychiatry, 53(5), 593–607.

Dott.ssa Anna La Guzza
Psicologa dell'età evolutiva  – Iscritta all'Albo degli Psicologi n. 03/14975 Lombardia – accreditata ATS

Ideatrice del Metodo Amamente®
Formazione Erickson e Università Cattolica del Sacro Cuore
Genova, Milano e online
LinkedIn: linkedin.com/in/annalaguzza

https://www.linkedin.com/in/annalaguzza/


Articolo aggiornato il 10 ottobre 2026

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